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Trust, registro di vetro

Un registro pubblico dei titolari effettivi di tutte quelle persone giuridiche costruite ad hoc per nascondere patrimoni e redditi, come trust e fondazioni, e una commissione permanente d’inchiesta su modello del Congresso Usa. Queste alcune delle 211 raccomandazioni formulate dalla commissione speciale d’inchiesta del Parlamento europeo sul riciclaggio di denaro, l’elusione fiscale e l’evasione fiscale (Pana) che i deputati hanno approvato mercoledì, con 492 voti a favore, 50 voti contrari e 136 astensioni. Questa votazione conclude i 18 mesi di lavoro della commissione speciale, istituita nel giugno 2015 sulla scia delle rivelazioni dei Panama papers, con l’obiettivo di creare soluzioni al fine di eliminare le pratiche messe in luce dai documenti hackerati.

Come è emerso dall’analisi dei documenti, spesso al centro delle operazioni di pianificazione fiscale si trovano i consulenti e gli intermediari finanziari, si auspica, quindi, l’introduzione di una regolamentazione dei professionisti e la creazione di incentivi per evitare la messa in pratica di sistemi di evasione e elusione fiscale.

Ulteriore problema delle pratiche illecite è quella dell’individuazione stessa: a livello internazionale devono essere introdotte definizioni unitarie dei fenomeni evasivi e dei loro presupposti (centro finanziario offshore, un paradiso fiscale, una giurisdizione segreta, una giurisdizione fiscale non collaborativa e un paese ad alto rischio).

La commissione auspica la creazione di strumenti a sostegno degli informatori, i cosiddetti whistleblowers, al fine di garantire una protezione efficace e un’adeguata assistenza finanziaria per incentivare la confessione delle pratiche scorrette.

Necessaria è l’implementazione di sanzioni dissuasive a livello comunitario e nazionale nei confronti delle banche e degli intermediari «coinvolti consapevolmente, deliberatamente e sistematicamente in schemi fiscali o di riciclaggio del denaro illegali».

Infine, volontà più volte affermata, è la creazione di una commissione d’inchiesta permanente su modello di quella del Congresso USA

In altre raccomandazioni, i deputati hanno espresso amarezza per l’inclusione di diversi paesi dell’Unione nei Panama papers e sottolineato la «mancanza di volontà politica tra alcuni Stati membri di portare avanti e applicare le riforme». Infatti, tale situazione spinge a una paralisi della legislazione Ue in materia di politica fiscale che attualmente richiede l’unanimità degli Stati membri. I deputati della commissione chiedono quindi che tale ostacolo sia sostituito dal voto a maggioranza qualificata. «Abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma nella politica fiscale europea, per combattere i paradisi fiscali, l’elusione e l’evasione fiscale. Questo mi è evidente dopo aver lavorato per 18 mesi sui documenti segreti del Consiglio», ha dichiarato il co-relatore della commissione, Jeppe Kofod.

La relazione e le raccomandazioni della commissione speciale d’inchiesta saranno ora trasmesse al Consiglio e alla Commissione.

Matteo Rizzi

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