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Trust più trasparenti dal 2017

Trust senza più inganni. A partire dal 2017 se il titolare effettivo del trust dovesse essere classificato come un soggetto di intermediazione, gli istituti bancari saranno obbligati a riferire, alle autorità nazionali competenti, la reale proprietà di chi si cela dietro al soggetto intermediario.
Questo rappresenta uno degli elementi che sono contenuti all’interno della direttiva volta a contrastare il riciclaggio di denaro, approvata ieri dal Consiglio degli affari economici e finanziari (Ecofin). La direttiva, che dovrà essere applicata a partire dal 1° gennaio 2017, sarà effettivamente adottata dal Consiglio una volta che il Parlamento Ue avrà espresso il suo parere positivo.

La spinta principale al progetto «anti riciclaggio» è stata data dalle rivelazioni fatte in merito allo scandalo dei Panama papers, che hanno reso ancora più evidente come il riciclaggio di denaro sia direttamente collegato alle frode e all’elusione fiscale.

Questo ha quindi reso necessario dare un’accelerazione al progetto che era già stato messo in cantiere a partire da giugno 2016.

Ieri, dunque, durante la riunione mensile dell’Ecofin, i commissari europei dei diversi stati membri presenti hanno dato il loro parere positivo al progetto «antiriciclaggio di denaro» che ha come obiettivo quello di «garantire alle autorità fiscali competenti l’accesso alle informazioni che sono in possesso dei soggetti responsabili della prevenzione del riciclaggio». Sarebbe, quindi, «reso possibile alle autorità nazionali l’accesso alle informazioni sulla titolarità delle società».

In particolare, la direttiva prevede che le autorità fiscali nazionali, possano avere pieno accesso alle informazioni riguardanti, soprattutto, la proprietà di entità «intermedie». Questo farebbe sì che i soggetti fiscali riuscirebbero a monitorare sia l’applicazione delle regole europee sia richiedere informazioni fiscali ai soggetti che risultano sospetti ai loro occhi.

L’accesso a queste informazioni farà si che le autorità nazionali potranno avere a disposizione più strumenti per adempiere ai loro obblighi di monitoraggio e per riuscire a prevenire il riciclaggio di denaro legato all’evasione e la frode fiscale.

Giorgia Pacione Di Bello

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