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Trump in portafoglio

Il dollaro si rafforzerà sull’onda dei buoni dati economici o può scivolare sull’incertezza? Wall Street è ai massimi: salirà ancora tra stimolo fiscale, deregulation e utili rimpatriati? L’Europa si prenderà la rivincita o rimarrà indietro, frenata soprattutto dal rischio politico?

Forse è troppo presto per compiacersi dello scampato pericolo. La reazione immediata dei mercati alla vittoria di Donald Trump è stata più che indulgente, benevola. Persino euforica, a tratti. Contro ogni aspettativa. Ma del nuovo inquilino della Casa Bianca sappiamo ancora troppo poco per abbassare la guardia. É vero: nel suo primo discorso ha indossato i panni istituzionali del presidente di tutti. Ha concesso l’onore delle armi all’avversario, Hillary Clinton, rievocato il sogno americano e usato toni concilianti verso i suoi oppositori: «chiedo la vostra guida e il vostro aiuto». Neppure l’ombra dell’altro Donald, quello populista e avventato, che minaccia di ristrutturare il debito, imporre dazi sulle importazioni cinesi, costruire un muro lungo il confine con il Messico e deportare gli immigrati irregolari. Davanti alle telecamere si è visto solo l’imprenditore pragmatico, che promette di raddoppiare la crescita, costruire autostrade, ponti, aeroporti e ospedali, per dare lavoro a milioni di lavoratori. «Questa scelta ha rassicurato gli investitori, incoraggiandoli a vedere il bicchiere mezzo pieno, a scommettere su un miglioramento del quadro macroeconomico di medio termine — spiega Emilio Franco, vice direttore generale e responsabile investimenti di Ubi Pramerica sgr —. I rischi di breve legati all’incertezza politica, però, rimangono, benché attenuati». In fondo, Trump non sarà un uomo solo al comando: dovrà trovare un compromesso virtuoso con il Congresso, che, pur essendo a maggioranza repubblicana in entrambe le Camere, esprime posizioni molti critiche su alcuni punti chiave del suo programma, specie in materia di spesa pubblica e barriere commerciali. Quale sarà la distanza tra il Trump candidato e il Trump presidente? Fino a che punto gli ideali neo-protezionisti e isolazionisti esibiti durante la campagna elettorale entreranno concretamente nell’azione di governo? Nei prossimi mesi, la tenuta dei mercati si misurerà anche e soprattutto su questo. La maggiore incognita riguarda le aspettative inflazionistiche: il massiccio piano di stimoli fiscali promesso da Trump, le misure anti-immigrati e l’eventuale aumento dei dazi sono tutte iniziative destinate a sollevare l’andamento dei prezzi. Molti portafogli, sovraccarichi di bond, dovranno essere ripensati. Intanto, in attesa dell’insediamento, che avverrà il 20 gennaio, e mentre la futura squadra di governo va formandosi, rimangono una serie di interrogativi. Eccoli, con le possibili risposte concrete.

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