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Truffa web aggravata

Le truffe online sono aggravate, perché il delinquente si approfitta della condizione di debolezza del compratore. Il venditore si fa pagare in anticipo e può dileguarsi con più facilità: la distanza del rapporto line lo fa più spavaldo e il compratore è in condizione di minorata difesa. È quanto deciso dalla sesta sezione penale della Cassazione, con sentenza 17937 del 10 aprile 2017. Un tale è stato denunciato per avere messo in vendita su un sito internet computer e iPad a prezzi bassi: la merce non è stata consegnata o sono stati consegnati prodotti diversi. Il problema giuridico (discusso ai fini della applicazione di una misura cautelare) è se c’è stato approfittamento di persone in difficoltà (l’aggravante della minorata difesa). Chi compra on line accetta il rischio, visto che normalmente risparmia? Oppure chi vende è uno che raggira abusando di un mezzo che mette il compratore in una situazione di sudditanza? I giudici, prima della Cassazione, hanno escluso l’aggravante. Secondo i giudici di merito, infatti, internet è uno spazio abituale per fare acquisti e chi compra in rete accetta i rischi. Questo perchè si rinuncia a vedere prima il bene e ci si affida alla buona fede del venditore virtuale. La Cassazione ha ribaltato la decisione. Per minorata difesa si intende approfittamento di circostanze di tempo, luogo o persona. Nelle truffe on line il luogo è da intendersi, ai fini giuridici, come il luogo in cui si trovava il responsabile al momento in cui ha realizzato il suo profitto. Questo luogo è lontano da quello in cui si trova l’acquirente e questo il venditore lo sa. Chi compra è distante e paga anticipatamente e sono questi gli elementi che squilibrano il rapporto: il truffatore è in posizione di forza e può sottrarsi comodamente ai suoi obblighi. Quindi l’uso del mezzo hi-tech, unito al saldo anticipato della merce, integra l’aggravate della minorata difesa. Non conta nulla la maggiore o minore accortezza dell’acquirente. Nel caso specifico la Cassazione ha dato peso al fatto che il truffatore ha indicato un falso luogo di residenza.

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