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«Troppi titoli opachi ai risparmiatori»

MILANO — La speculazione finanziaria sta mettendo a rischio non solo l’economia ma la stessa democrazia. «L’insofferenza nei confronti della dittatura dello spread» sta crescendo. In Europa «viene vista come ostacolo alle aspirazioni dei cittadini» ha avvertito il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che ieri a Milano ha tenuto la sue seconda relazione annuale. Che si è aperta con un incipit di Epitteto — «quel che turba gli uomini non sono le cose bensì i giudizi che essi formulano intorno alle cose» — scelto da Vegas per spiegare che spread e rating «incorporano un giudizio di valore sintetico e soggettivo» e vanno quindi considerati come tali. Ma oggi «le nostre paure sono sintetizzate in un numero che è rappresentato dallo spread» ha osservato il presidente della Consob avvisando che «affidare il nostro futuro a un numero costituisce un modo per abdicare ai nostri doveri» e «vanificare il principio del suffragio universale». Ma «le classi dirigenti» hanno il dovere «di tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione»,
Nei saloni di Palazzo Mezzanotte ad ascoltare la relazione c’era anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nessun commento al discorso di Vegas. Solo un «non mi è parso» alla domanda se gli era apparso catastrofista. A qualcuno è sembrato un modo per glissare su un’interpretazione delle cose che, in alcuni passaggi, ha forti analogie con le dure analisi recenti di Giulio Tremonti, di cui Vegas è stato viceministro.
Il presidente della Consob ha puntato il dito contro la finanza innovativa dei derivati, come i Cds e gli Etf, e le piattaforme di trading ad altissima velocità. Strumenti che possono anche essere positivi ma «legislatori e autorità hanno il dovere di evitare che si trasformino in un meccanismo che brucia i risparmi delle famiglie». «I processi di innovazione finanziaria — ha aggiunto Vegas — pur ampliando le possibilità di investimento e diversificazione di portafoglio per i risparmiatori, fanno emergere nuove fonti di rischio, non sempre governabili dalle autorità». Per Vegas è necessario quindi rimettere mano alle regole, a partire dal Testo Unico della Finanza e dal Codice Civile, orientandosi verso «un corpus normativo snello e di agile comprensione». Per quanto riguarda i controlli, bisogna «concentrare l’azione repressiva» sulle condotte illecite «più rilevanti» e «riconsiderare l’entità per le condotte illecite di minore gravità».

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