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Troppi ritardi nello «sblocca debiti» La denuncia di Confartigianato: serve la compensazione con i crediti

A due anni dal lancio dell’operazione sblocca debiti della pubblica amministrazione, il rimborso dei crediti vantati dalle imprese private si è inceppato. E nemmeno il recepimento della direttiva europea che impone il pagamento dei fornitori di regola in 30 giorni (massimo 60 in determinati casi) funziona a dovere. Lo denuncia in un dossier la Confartigianato.
«Il monitoraggio dei debiti degli enti pubblici pagati agli imprenditori è bloccato da più di 3 mesi. Risale infatti all’11 agosto 2015 l’ultima comunicazione del ministero dell’Economia sulla quantità di risorse effettivamente erogate agli imprenditori, pari a 38,6 miliardi, a fronte di un finanziamento complessivo ai debitori di 44,6 miliardi», dice il presidente dell’associazione, Giorgio Merletti.
Confartigianato teme che «il silenzio» del ministero dell’Economia nasconda il fatto che il traguardo di saldare tutte le fatture, come promesso un anno fa dal presidente del Consiglio, sia ancora lontano. Evidentemente qualcosa non ha funzionato nel meccanismo messo in piedi negli ultimi due anni per certificare i crediti e pagare le imprese, come del resto ha ammesso lo stesso Matteo Renzi. Tanto è vero, sottolinea Confartigianato, che «è bloccato da oltre 300 giorni anche il monitoraggio delle istanze di certificazione del credito, fermo alla data del 29 dicembre 2014». E la certificazione è indispensabile per ottenere il saldo della fattura in banca.
In base ai dati Eurostat, sottolinea il dossier, l’Italia rimane il Paese europeo con il più alto debito commerciale verso le imprese per beni e servizi, pari, per la sola parte di spesa corrente, al 3% del prodotto interno lordo. Il doppio rispetto all’1,5% della Spagna e all’1,4% della Francia e triplo rispetto allo 0,9% del Regno Unito. Questo per il passato. Ma anche per i pagamenti in corso la situazione non è soddisfacente. Ai vecchi debiti si sommano quindi nuove pendenze perché, secondo la rilevazione di Confartigianato, i tempi medi di pagamento degli enti pubblici italiani, pari a 125 giorni, rimangono ben lontani dai 30-60 giorni imposti dalla legge. Proprio su questi cronici ritardi pende una procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea a giugno 2014. Un mese fa l’Italia ha inviato a Bruxelles un rapporto con gli impegni assunti per rispettare la legge. E adesso la Commissione deve valutare l’operato dell’Italia e decidere il da farsi. «A fronte di tutto questo – conclude Merletti – Confartigianato ribadisce che la strada più semplice per restituire risorse e serenità agli imprenditori consiste nella compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti verso la pubblica amministrazione».

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