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Tronchetti si affida a Braggiotti per puntellare il controllo Camfin

Nuove scatole e nuovi soci, ma con l´obiettivo di accorciare quanto prima la catena di controllo che dalla Mtp sapa porta alla Pirelli. In queste ore Marco Tronchetti Provera avrebbe intensificato i contatti con potenziali azionisti pronti a investire su più livelli nel gruppo che controlla la società degli pneumatici. E a questo proposito oltre a Lazard, anche la Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti sarebbe scesa in campo per trovare una quadratura del cerchio che punti a rafforzare il controllo in vista dell´uscita dei Malacalza dalla Gpi, ma anche ad assicurare la gestione saldamente in mano al presidente della Bicocca.
La scorsa settimana l´ad di Gpi Giorgio Bruno si è recato a Londra per prendere contatti con alcuni potenziali investitori esteri, tra cui il fondo d´investimento del Qatar, quello del governo di Singapore e un potenziale investitore cinese. Ieri invece sarebbero proseguiti i contatti con la Investindustrial di Andrea Bonomi e la Clessidra di Claudio Sposito. Ma se i potenziali investitori sono tanti, la formula con cui portare a termine l´operazione non è ancora definita. Perché la creazione di un veicolo apposito, piuttosto che un aumento di capitale riservato all´ingresso di nuovi soci, sarebbero in realtà solo operazioni propedeutiche a un futuro accorciamento della catena. Uno o più fondi di private equity, infatti, non potrebbero investire 50-60 milioni in un veicolo non quotato, senza avere la possibilità di liquidare a termine questa partecipazione. Pertanto da una parte c´è la necessità di rafforzare la presa su Camfin in vista della scissione chiesta dai Malacalza, ma dall´altra bisogna garantire ai futuri azionisti la possibilità di avere titoli liquidi e quotati sul mercato. A questo proposito il disegno di Braggiotti punterebbe a fare spazio a nuovi soci garantendo, dopo un certo periodo di tempo, la possibilità di trasformare l´investimento automaticamente in azioni quotate.
Oggi è inoltre convocato un consiglio della Gpi con all´ordine del giorno solo questioni di routine, ma che potrebbe essere l´occasione per i due azionisti di riferimento di Camfin per discutere della richiesta di una scissione parziale avanzata dai Malacanza giorni fa. La famiglia genovese ha chiesto direttamente il 13% della holding quotata, anziché il 30,9% di Gpi, rinunciando così anche al premio di controllo pagato nel 2009 e a quel pacchetto di governance ad esso collegato. Pertanto, una volta rotti i legami formali con Tronchetti Provera e scaduti i patti di blocco, c´è da aspettarsi che la famiglia Malacalza sia pronta a difendere il suo investimento sia sul mercato, che di fronte a un giudice. Ma per quella data, che tra arbitrato e disdetta degli accordi difficilmente si verificherà entro l´estate 2013, Tronchetti conta di aver trovato una soluzione alternativa. Ad ogni modo il numero uno di Pirelli non intende dare il suo placet alla scissione richiesta dai Malacalza poiché equivarrebbe ad ammettere di non aver onorato i patti. Confortato da un parere del professor Franco Anelli e in virtù degli accordi presi precedentemente con le banche, Tronchetti è convinto di aver rispettato gli accordi presi con i soci genovesi.
E mentre prende forma il riassetto ai piani alti, si va delineando anche la strada per risolvere i problemi della Prelios. Manca l´ultimo via libera delle banche e alcuni dettagli sulla governance, dopo di che l´aumento di capitale riservato all´ingresso della Feidos di Massimo Caputi dovrebbe essere portato al vaglio del cda di Prelios convocato per il 13 novembre. Resta ancora da definire chi sarà il futuro ad del gruppo immobiliare perché Giancarlo Scotti, da molti identificato come il favorito a guidare il rilancio del gruppo, avrebbe ceduto alle pressioni del nuovo ad di Generali Marco Greco per continuare a gestire gli immobili del gruppo di Trieste.

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