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Tronchetti pronto a risolvere il rebus Camfin

Marco Tronchetti Provera è reduce da una settimana di incontri con gli investitori e con le banche per sistemare da una parte le questioni rimaste aperte sulla Prelios, e dall’altra lo stallo che si è creato in Camfin dopo la rottura con la famiglia Malacalza. Mercoledì scorso erano in agenda sia il consiglio Prelios che quello Pirelli, che sono slittati al 28 febbraio e ora sarebbero stati rinviati a marzo. Finché non sarà risolta la questione del gruppo immobiliare non si saprà quanta parte dei 160 milioni di crediti di Pirelli dovranno essere convertiti in strumenti partecipativi e a che condizioni, per cui sciogliere una matassa è necessario per risolvere i nodi dell’altra, ovvero la governance di Camfin.
Prelios ha avuto il via libera di Intesa e Unicredit, ma non ancora quello di Centrobanca e Ubi, per cui i tempi della trattativa si sarebbero allungati. Ma Tronchetti avrebbe preso anche contatto con vari partner per risolvere lo stallo che si è creato su Camfin. L’idea del numero uno della Bicocca è quella di creare un “club deal”, come è successo in Prelios, per accorciare la catena che porta alla Pirelli. E così Tronchetti con il supporto delle famiglie Rovati e Diaz (diventati soci della Mtp spa) avrebbe la disponibilità di altri quattro investitori esteri pronti a lanciare un’offerta congiunta sulla holding che controlla la Bicocca. L’operazione da fare in contanti, a cui lavorano Lazard e Banca Leonardo, sarebbe già stata illustrata in via preliminare ai creditori di Camfin, che nel caso in cui Gpi perdesse il controllo dovrebbero dare il loro consenso. L’offerta verrebbe infatti lanciata da una newco, di cui la Mtp spa sarebbe un azionista di riferimento. Il fatto è che, secondo varie interpretazioni legali, l’Opa non potrebbe partire finché in Gpi restano soci anche i Malacalza, poichè altrimenti la holding che custodisce il 41% di Camfin non potrebbe aderire all’offerta.
Con il loro 25% in Camfin i Malacalza non potrebbero bloccare l’accorciamento della catena, ma potrebbero rendere l’operazione molto difficoltosa. A dicembre Vittorio Malacalza aveva incontrato Tronchetti per fare insieme un’Opa sulla Camfin, ma poi l’operazione era tramontata perché il presidente di Pirelli non aveva voluto trovarsi in casa un socio al 13%, con cui c’erano stati dei dissapori. La famiglia genovese, che si è sempre definita un investitore industriale, avrebbe manifestato la volontà di investire nell’accorciamento, dichiarandosi invece restia a farsi liquidare. E così mentre Tronchetti starebbe mettendo insieme un “club deal” da circa 450 milioni, la famiglia Malacalza che finora auspicava di trovare una soluzione di compromesso, si starebbe preparando a usare tutte le armi legali per tutelare i suoi interessi.

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