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Tronchetti: “Il riassetto di Pirelli sarà lungo resto per far crescere il nuovo management”

Calma apparente all’assemblea per l’approvazione del bilancio di Pirelli, dove Marco Tronchetti Provera ha rassicurato i soci sia sulle future prospettive degli pneumatici, sia sulle rivoluzioni ai piani alti di Camfin, dopo che si è consumata l’ennesima rottura che ha portato Vittorio Malacalza a dimettersi dal cda della Bicocca.
Il posto dell’ex vicepresidente di Pirelli e primo socio di Camfin non verrà rimpiazzato, mentre ieri il cda ha nominato Jean Paul Fitoussi (indipendente), Carlo Salvatori (in rappresentanza del gruppo Allianz) e Luca Rovati delle industrie farmaceutiche Rottapharm, che ha investito ai piani altissimi della Marco Tronchetti Provera & c Spa.
Le scaramucce tra i soci di Camfin, secondo Tronchetti, hanno «influenza zero sulla Pirelli ». E in merito a un riassetto dell’azionariato ai piani alti, su cui stanno lavorando il fondo Clessidra insieme a Unicredit e Intesa, il presidente della Bicocca parla di «un processo lungo» su cui non «c’è nulla di nuovo» e «nulla che riguardi Pirelli». Anzi, l’imprenditore sostiene che gli investitori esteri, che rappresentano il 70% dell’azionariato Pirelli, non sono interessati a quanto avviene nelle scatole finanziarie al di sopra della società operativa. «Il futuro di Pirelli – spiega Tronchetti, che al futuro e ai valori dell’azienda ha dedicato la grafica del bilancio 2012 – sono i suoi uomini». Per questo, precisa il presidente e ad, «stiamo cercando di costruire un management che nel tempo garantisca la crescita di Pirelli »; il contrario di quanto sembrerebbe a guardare la nuova governance in vigore da maggio, dove Tronchetti ha accentrato le deleghe, eliminando la figura dell’ad delle gomme, e dividendo l’azienda in cinque aree che riportano direttamente a lui. «La mia preoccupazione, con gli anni che passano, è che l’azienda sia in grado di camminare sulle sue gambe – dice Tronchetti -. La mia più grande soddisfazione di imprenditore è quella di lasciare l’azienda e vederla volare; io lavorerò per questo ma credo mi dovrete sopportare ancora qualche anno».
Piovono poi aspre critiche sul riassetto finanziario di Prelios, che ha visto Pirelli coinvolta nuovamente sia per l’aumento di capitale che sarà lanciato a giugno, sia sul prestito convertendo a sette anni, che se trasformato in capitale farebbe della Bicocca il primo azionista del gruppo. «Pirelli non ha interesse a ritornare a un ruolo di gestione e di controllo di Prelios – ha messo le mani avanti Tronchetti – e per ribadire tale volontà intende inserire la partecipazione, che gli deriverà dalla conversione in azioni di strumenti finanziari, in appositi veicoli societari». Ma delegare a dei veicoli la governance no si capisce come possa alleggerire l’impegno del gruppo Pirelli su Prelios. «Riteniamo sia nostro dovere – precisa Tronchetti – non uscire al momento sbagliato». E anche i tempi della vendita spettano a Fenice prima (il veicolo che ha il 29,9% a cui oltre a Pirelli partecipano Feidos, Intesa e Unicredit) e ai tempi del convertendo poi. Tutte novità, queste, che non hanno animato le quotazioni Pirelli (-0,46%), mentre Camfin (+3,5%) è salita in attesta del riassetto guidato da Clessidra e dell’assemblea di oggi, dove si attende di capire qual sia la posizione dei Malacalza.

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