Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tronchetti avanza sulla partita Camfin-Prelios

Al via il bond Camfin, convertibile in azioni Pirelli, il cui collocamento partirà già nelle prime ore di questa mattina. Il consiglio di amministrazione della finanziaria ha messo ieri il sigillo all’operazione, seppure con il voto contrario dei Malacalza e dell’altro rappresentante dei genovesi nel board, ossia Antonio Castelli. Di fatto, però, è stato messo un punto fermo rispetto alla battaglia tra i due soci forti della holding: tramonta l’ipotesi aumento caldeggiata dagli azionisti liguri e si concrettizza il piano bond voluto da Marco Tronchetti Provera.
Il progetto è passato a maggioranza con 10 voti favorevoli sui 13 presenti, non hanno partecipato alla seduta infatti i due figli di Tronchetti, Giada e Giovanni. Il taglio dell’emissione, tuttavia, sarà per massimi 150 milioni di euro, ossia più o meno 20 milioni in meno di quanto veniva ipotizzato alla vigilia. Con questa decisione viene a mancare uno degli appigli legali ai quali si stavano aggrappando gli imprenditori di Genova. In particolare, il patto di sindacato in Camfin, ancora in essere tra Marco Tronchetti Provera e i Malacalza, offre a quest’ultimi una sorta di diritto di veto nel caso in cui un’operazione straordinaria comporti un aggravio del debito superiore ai 40 milioni. Se il bond fosse stato da 170 milioni, di fatto si sarebbe viaggiato sul filo del diritto, considerato che l’esposizione sarebbe aumentata almeno di 38 milioni.
Con 150 milioni a disposizione, in ogni caso, Camfin può rimborsare la tranche di debito da 132,4 milioni e avere ancora denari a disposizione per supportare il rilancio di Prelios che giusto ieri ha deciso di avviare una trattativa in esclusiva con la Feidos di Massimo Caputi per il riassetto del gruppo immobiliare. Un riassetto che, allo stato attuale, prevede un impegno economico in capo al vecchio patto Prelios attorno ai 25 milioni. Di questi, circa il 56% dovrebbe essere a carico di Camfin che dunque dovrebbe sborsare più o meno 14 milioni di euro. A conti fatti, dunque, la finanziaria avrebbe altri 4 milioni di euro a disposizione per pagare parte delle commissioni legate al lancio del bond convertibile che, tra l’altro, venendo collocato in maniera pubblica anziché sottoforma privata avrà costi inferiori. In altre parole, l’obbligazione così come è stata strutturata comporterà un incremento del debito minimo offrendo pochi spunti legali ai Malacalza. Che, evidentemente, cercheranno di non mollare sugli altri fronti. A partire dall’esposto depositato alla Procura di Milano circa il potenziale conflitto di interessi che l’operazione avrebbe fatto scattare in capo a Tronchetti. Un conflitto che per i Malacalza dovrebbe portare all’annullamento delle delibere del consiglio Camfin preparatorie al lancio del bond. Ieri, tra l’altro, si è consumato un altro strappo tra i due ex partner con le dimissioni di Davide Malacalza dal cda di Prelios. La convivenza era evidentemente diventata difficile dopo la sua opposizione all’approvazione della semestrale. Peraltro, Vittorio Malacalza all’uscita del board della holding tenuto ieri sera ha commentato così la riunione: «Il bond è passato. La riunione va avanti ma noi andiamo via». Quasi a suggellare lo strappo ormai insanabile con Tronchetti.
Quanto alle tecnicalità del bond, l’emissione avverrà tramite la controllata CAM 2012. Le obbligazioni saranno collocate presso investitori qualificati italiani ed esteri e destinate ad essere quotate sull’Open Market del Frankfurt Stock Exchange. Camfin, parte dell’operazione, ha deliberato l’assunzione di impegni di garanzia in relazione al prestito obbligazionario. Ed è previsto anche il trasferimento in capo a CAM 2012 del pacchetto di azioni ordinarie Pirelli (pari al 5,85% del capitale) che non sono apportate al sindacato di blocco della Bicocca. In caso di richiesta di conversione delle obbligazioni, Camfin avrà facoltà di corrispondere all’obbligazionista, in luogo della consegna di azioni Pirelli, un importo pecuniario. Si prevede che il prestito obbligazionario abbia durata pari a cinque anni e che il coupon, a tasso fisso, sia definito all’atto del collocamento in un range compreso tra il 5% e il 6%. Le banche finanziatrici hanno autorizzato la predetta operazione, sottoscrivendo un accordo di modifica del contratto di finanziamento e dell’accordo quadro del 2009.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa