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Tris di verifiche sui versamenti di Unico

In vista della prima scadenza utile del 7 luglio per il versamento delle imposte derivanti da Unico 2014, i contribuenti interessati devono attrezzarsi per gestire correttamente i pagamenti a saldo sul 2013 e il primo acconto per l’anno in corso.
Le nuove regole sulle compensazioni oltre i 15mila euro per le imposte dirette e Irap, le modifiche che entreranno in vigore dal prossimo 1° ottobre sulla gestione del modello F24 sopra i mille euro e le compensazioni in via telematica per tutti, sono solo alcune delle novità che richiamano una ancora maggiore attenzione da parte degli operatori sugli adempimenti legati ad Unico 2014.
I versamenti in acconto
La prima verifica da compiere riguarda il controllo dei versamenti in acconto effettuati nel 2013, specie nelle ipotesi in cui il contribuente si sia avvalso della facoltà di rideterminare gli stessi sulla base del metodo previsionale. In tal caso, per i soggetti Irpef, non si applicano sanzioni solo qualora l’importo complessivamente versato in acconto sia almeno pari alla somma dovuta per tutto il periodo d’imposta 2013 in base a Unico 2014. Per le società di capitali, invece, l’acconto versato (Ires ed Irap) deve essere almeno pari al 102,5% del debito effettivo a seguito di quanto statuito dal Dm 30 novembre 2013.
Nell’ipotesi di versamento incapiente, è opportuno procedere alla regolarizzazione tramite il ravvedimento operoso, che dovrà essere effettuato entro il termine previsto del 30 settembre 2014 per l’invio di Unico 2014 (si veda il grafico a fianco).
Compensazioni 2014
Per le compensazioni del 2014, sono due le novità da tenere in dovuta considerazione:
ela prima novità è l’aumento della soglia compensabile per l’intero anno solare 2014, che passa da 516.456,90 a 700mila euro;
rla seconda novità è legata ai cambiamenti introdotti dal Dl 66/2014 (articolo 11), sulle compensazioni riguardanti i versamenti unitari ex articolo 17 Dlgs 241/1997 (modello F24). In questo contesto per i soggetti non titolari di partita Iva le compensazioni potranno avvenire liberamente fino al 30 settembre. Dal 1° ottobre prossimo, invece, la compensazione dovrà avvenire esclusivamente per via telematica.
Compensazioni 2013
Per le compensazioni effettuate nel 2013 (crediti anno d’imposta 2012) la prima verifica da compiere riguarda il controllo di capienza sui crediti d’imposta. In caso di utilizzo eccedente, sarà necessario – per evitare sanzioni ben più pesanti – ravvedersi entro il termine di scadenza dell’invio di Unico 2014.
Anche in ipotesi di utilizzo nei limiti dei singoli crediti d’imposta bisogna comunque verificare che le compensazioni effettuate nell’anno solare 2013 non abbiano, complessivamente, superato la soglia di 516.456,90 euro (poi innazlato a 700mila dal 1° gennaio 2014).
Inoltre si ricorda che in caso di compensazioni effettuate nel corso del 2013 in relazione a oneri deducibili già dedotti dal reddito complessivo, gli stessi oneri – tipicamente contributi Ivs – devono essere sottoposti a tassazione nell’apposito rigo RM9 in dichiarazione dei redditi. E la stessa regola vige anche in ipotesi di rimborso ricevuto.
Le rateazioni
In caso di rateazione dei tributi a debito le modifiche non impattano sull’immediato, ma vanno adeguatamente gestite in vista delle novità che entreranno in vigore il prossimo 1° ottobre.
Le nuove regole si applicano a imprese e professionisti, ma anche ai contribuenti non titolari di partita Iva. La novità principale riguarda i privati, (compresi i soci persone fisiche di società trasparenti) che sono chiamati al pagamento dell’F24, oggetto di compensazione (anche parziale), oppure con un debito d’imposta con saldo finale sopra i mille euro. In tal caso secondo l’articolo 11 citato in precedenza si dovranno usare obbligatoriamente i servizi telematici Entratel o Fisconline oppure quelli messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati quando il saldo della compensazione è positivo o quando si versano più di mille euro.
Considerato il tenore letterale della norma in questione, il limite individuato dovrebbe applicarsi a livello di singola delega di pagamento (modello F24), anche nel caso di rateazione. Salvo diversi chiarimenti delle Entrate, le singole rate inferiori a mille euro potrebbero comunque continuare ad essere pagate con i canali tradizionali anche dopo il 1° ottobre.

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