Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il trimestre d’oro del risparmio Attivi a 270 miliardi, corre l’utile

Sembrano davvero sprizzare salute da tutti i pori i principali protagonisti del risparmio gestito italiano. A dimostrarlo sono i bilanci da primato presentati a un anno dall’irruzione sulla scena della pandemia, che ha sì influito sulle scelte degli investitori, ma che col senno di poi pare essersi anche dimostrata un volano di sviluppo decisivo per un’industria già ben avviata a recuperare nel nostro Paese parte del divario che ancora la separa dal resto d’Europa.

A presentare i propri conti al mercato sono state ieri Banca Generali, Banca Mediolanum e FinecoBank, che hanno tutte messo a segno nei primi tre mesi del 2021 utili record e le ci masse gestite, messe assieme, superano ormai i 270 miliardi di euro e valgono quindi oltre un decimo del patrimonio a livello nazionale. Il risultato non è del tutto inatteso, visto che è stato preceduto da solidi dati sulla raccolta (in particolare quella legata alla componente gestita) che si sono protratti anche in aprile. E anche perché arriva a coronamento di una progressione continua realizzata negli anni precedenti, indipendentemente dal modello di business differente seguito da ciascuna delle tre società.

FinecoBank – che nel trimestre ha realizzato profitti netti per 94,7 milioni, in aumento del 2,7% rispetto a 12 mesi prima, grazie a ricavi in progresso dell’8,4% a 218,2 milioni – è forse l’esempio più evidente della crescita graduale, ma senza soste in tutte le componenti del proprio bilancio negli ultimi anni e in ogni situazione di mercato. Eppure l’amministratore delegato, Alessandro Foti, utilizza termini come «svolta» e «cambio di passo» per definire le dinamiche attuali sia dell’industria, sia del gruppo che guida ormai da due decenni. «A fare da traino – spiega a Il Sole 24 Ore – è la rapida affermazione dei trend strutturali in atto nel Paese, tra cui spicca la digitalizzazione, che la pandemia ha finito per accelerare».

Il riferimento va in questo caso soprattutto all’enorme quantità di risparmio giacente nei conti corrente e ulteriormente cresciuta negli ultimi 15 mesi, che gli italiani stanno iniziando a capire di dover gestire in modo più efficiente, soprattutto attraverso soluzioni di investimento evolute. «I clienti sono sempre più alla ricerca di servizi di consulenza di qualità, che sono disposti a remunerare, ma chiedono anche efficienza e flessibilità», conferma Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, ricordando come quest’ultima esigenza in particolare «sia diventata imperante soprattutto in un ambito in cui la pandemia ha sottolineato l’importanza di ottenere risposte certe e in tempi rapidi».

Banca Generali ha conseguito il miglior risultato trimestrale della propria storia con un utile netto in crescita del 71% a 135,4 milioni e ricavi totali pari a 239,9 milioni (+42%), facendo leva proprio sulla «capacità di costruire un ecosistema digitale attorno alla figura del consulente finanziario, che in un simile scenario di incertezza – ha aggiunto Mossa – ha acquistato sempre maggiore centralità nell’offrire soluzioni fortemente personalizzate per la cura del patrimonio dei nostri clienti».

Anche l’utile netto in crescita dell’85% a 133,4 milioni registrato da Banca Mediolanum è un valore «che non va letto di per sé, ma si inserisce in un percorso di crescita continua di una azienda in piena salute», ha osservato l’amministratore delegato Massimo Doris, che vede pure avvicinarsi il traguardo storico dei 100 miliardi di masse in gestione. «Questo risultato è espressione della sostenibilità del business strutturale, attestato dal trend di incremento del margine operativo e accompagnato dall’incessante lavoro di efficientamento operativo, i cui esiti si leggono in una crescita dei costi decisamente inferiore rispetto a quella dei ricavi», ha aggiunto Doris, ponendo così l’accento su una questione ricorrente fra analisti, operatori di mercato e investitori: tutti uniti nel chiedersi se e quanto a lungo sarà destinato a durare il «momento magico» del mondo del risparmio gestito in Italia.

Nessun dubbio, a tal proposito, sul fatto che all’interno dell’industria siano ancora presenti tutte le condizioni che hanno favorito uno sviluppo dalle dimensioni forse inattese e accresciute anche dalla situazione che si è creata con l’emergenza Covid. Sta ora però a ciascun operatore approfittare dell’opportunità e interpretare la situazione attraverso il proprio particolare modello di business, in modo da assicurare anche la sostenibilità di simili risultati.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La guerra dell’Unione europea contro le "Big Tech" è ormai partita. E sembra non fermarsi. Ieri ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Via il carcere per punire i giornalisti che diffamano, datato 1948, quando vide la luce la legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prima tranche del Recovery Fund si avvicina alle casse del Tesoro italiano. Un assegno da circa ...

Oggi sulla stampa