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Trimestrali e Fed, pioggia di dati sui listini. La Cina spinge le Borse dell’Est

Inizia con cautela una settimana che vive un crescendo di dati macroeconomici e appuntamento internazionali di rilievo e che vive il suo culmine nella riunione della Federal Reserve che procederà con il tapering, la stretta agli stimoli monetari, portando gli acquisti mensili di bond a 25 miliardi di dollari. Il contesto globale dei mercati è positivo in vista di questa importante ottava, che si caratterizza anche per l’avvio della pubblicazione delle trimestrali di Piazza Affari. Sullo sfondo si agitano ancora le preoccupazioni legate alla guerra nella Striscia di Gaza, dove Israele ha ripreso le operazioni di terra a seguito del lancio di razzi di Hamas, ma l’Onu e la comunità internazionale sembrano vicini a convince Gerusalemme a siglare una vera tregua duratura. Anche l’isolamento della Russia, aggravato dall’abbattimento dell’aereo di linea al confine con l’Ucraina, con le relative sanzioni internazionali resta un elemento d’incertezza per i mercati.

Ma gli investitori hanno guardato soprattutto a Est, dove la Cina è tornata ad essere un propulsore per la crescita dell’area Asia-Pacifica. Dopo mesi di fiato corto e incertezze, le industrie cinesi sono tornate ad attrarre gli investitori, anche in considerazione dei prezzi di mercato tutto sommato a sconto e dopo che i profitti a giugno hanno fatto segnare un balzo del 17,9% rispetto a un anno fa, il rialzo più consistente da settembre. E così Shanghai, Shenzhen e Hong Kong hanno messo a segno performance di tutto rilievo, con guadagni che arrivano a superare i due punti percentuali. La Borsa di Tokyo ha chiuso sui massimi da sei mesi, cioè dal 23 gennaio scorso: l’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,5% a 15.529,40 punti. La seduta è stata moderatamente attiva, con 1,93 miliardi di pezzi scambiati sul mercato principale. 

I listini europei avviano gli scambi seguendo l’Oriente e trattano in rialzo. A Milano il Ftse Mib scatta dello 0,7%,Parigi segue con un rialzo dello 0,5%, Londra segna +0,2% e Francoforte è in linea. Tra i singoli titoli di Piazza Affari si comportano bene le banche, mentre si attendono i risultati di Cir e Piaggio. Debole, tra le azione a maggior capitalizzazione, Mediaset. Sul panorama internazionale spicca la trimestrale positiva di Ryanair, che ha alzato le stime per l’intero esercizio fiscale. L’euro è poco mosso in avvio di settimana: si mantiene a 1,3430 dollari, sugli stessi valori della chiusura di venerdì. Nei confronti dello yen la moneta unica europea vale 136,7.

Tra i dati macroeconomici, oggi l’Istat rende noti i dati della fiducia delle imprese relativi a luglio, mentre dalla Germania sono attesi i dati relativi ai prezzi import a giugno. Negli Usa si guarda invece ai nuovi compromessi su case esistenti per il mese di giugno e all’indice manifatturiero del Texas per il mese di luglio. Tornando in Italia, il Tesoro avvia oggi la tre giorni di aste, che culmina con i Btp di mercoledì, provando a piazzare Ctz per un importo compreso tra 1,75 e 2,25 miliardi e Btp-i a 5 e 15 anni per un importo complessivo tra 0,5 e 1 miliardo. Prima dell’esito del collocamento lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund decennali, si posiziona stabile a 155 punti base, con i titoli italiani che rendono poco più del 2,7% sul mercato secondario.

Venerdì Wall Street ha chiuso in rosso scontando una serie di trimestrali deludenti da parte di giganti come Visa (-3,58%) e soprattutto Amazon.com (-9,65%), che hanno offuscato il fatto che oltre il 75% dei conti pubblicati dalle società Usa ha fatto sino ad ora meglio delle aspettative. I cali hanno azzerato il bilancio settimanale per l’indice benchmark, che ha chiuso invariato rispetto al venerdì precedente. Nei sette giorni lo S&P 500 ha aggiunto lo 0,01%, il Dow Jones ha perso lo 0,8% mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,4%. Questa settimana gli investitori guarderanno al dato sul Pil del secondo trimestre (mercoledì), la riunione della Fed (martedì e mercoledì) e il dato sulla disoccupazione (venerdì).

Avvio di settimana in calo per il petrolio sul mercato after hour di New York. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre perdono 59 centesimi e vengono scambiati a a101,59 dollari il barile. Il Brent scende di oltre 60 centesimi a a 107,79. Quotazioni dell’oro in ribasso sui mercati asiatici dopo il rialzo registrato venerdì scorso. I lingotti con consegna immediata cedono lo 0,4% e vengono scambiati a 1.303 dollari.

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