Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Trieste pronta a vendere ma resta il nodo del prezzo

Il velo sulle cessioni delle Generali si alzerà entro il prossimo trimestre. Secondo quanto ha riferito nei giorni scorsi lo stesso Ceo del gruppo triestino, Mario Greco, è questo l’iter previsto per giungere ad offerte vincolanti per i due asset che il Leone ha messo in vendita, la Bsi e le attività di riassicurazione vita negli Usa. Da lì dovrebbe giungere la gran parte della raccolta, 4 miliardi in tutto, che la compagnia si ripromette di raggiungere con le cessioni. Ma – ha tenuto a rimarcare lo stesso Greco al recente investor day londinese del gruppo – non vi sarà alcuna svendita. Se le offerte non dovessero raggiungere un prezzo ritenuto congruo dal gruppo verranno esaminate «altre opzioni». Per il momento pertanto, ogni strada è ancora aperta. Anche su altri asset candidati ad essere dismessi.
Rimane ferma, comunque, la determinazione del gruppo a vendere alcuni dei suoi “gioielli di famiglia” per mettere il ricavato al servizio della nuova strategia indicata dai manager triestini. Quattro miliardi in più di danaro contante significa liberare capitale regolamentare (Solvency I) per circa 20 punti, ha calcolato in questi giorni un report della casa d’analisi Autonomous. Con una maggiore forza patrimoniale sarebbe più facile centrare l’obiettivo, annunciato a Londra dalla compagnia, di migliorare i giudizi delle società di rating (portandoli ad AA) con l’effetto di ridurre l’onere sull’indebitamento del gruppo. Non solo. Spalle finanziarie più robuste sono funzionali anche a cambiare il mix produttivo del gruppo, finora prevalentemente orientato al ramo vita. I nuovi target puntano a riequilibrare la proporzione con i rami danni che, nel 2015, peseranno allo stesso modo nei ricavi della compagnia. I “danni” richiedono maggiori capitali (per assorbire eventuali eccessi di sinistri) ma generano, di norma, anche un ammontare superiore di profitti. Ciò che spinge gli analisti ad accreditare nei prezzi di una compagnia danni multipli superiori rispetto a quelli di una compagnia vita. E quindi è anche il potenziale maggiore apprezzamento del mercato che i manager triestini si propongono avviando il “circuito virtuoso” delle vendite.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa