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Trichet: l’euro non rischia ma riformiamo i trattati Ue

di Marika de Feo

FRANCOFORTE — All'indomani del vertice del G20 a Parigi e delle pressioni esercitate su Eurolandia, affinché risolva la crisi del debito, è sceso in campo il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet. Precisando che «l'euro non è minacciato», e che molto è stato fatto per risolvere la crisi, anche se siamo ancora «a metà strada». Nei prossimi giorni, però, sarà necessario «affrontare il problema più urgente, quello della Grecia», e prendere le misure «appropriate» per rafforzare le banche e «proteggere» l'economia europea. Ma proprio per questo il banchiere centrale francese ieri è andato oltre. A pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, prevista per fine ottobre, quando gli succederà l'attuale governatore di Bankitalia Mario Draghi, Trichet ha spezzato una lancia per una riforma dei Trattati europei. Affinché i paesi di Eurolandia siano «capaci di impedire a un membro della zona dell'euro di creare dei problemi e di impedire che un solo paese metta in pericolo tutti gli altri». In sostanza, il Consiglio europeo dovrebbe essere «capace di imporre delle decisioni», non solo delle «raccomandazioni» a un paese con le finanze pubbliche in disordine, attraverso una proposta elaborata dalla Commissione europea. E' questa, secondo Trichet, «la lezione» maggiore da trarre dalla crisi, per prevenire quelle future. Chiarissima l'allusione alla Grecia, che con un peso equivalente solo al 2% del pil europeo ha portato l'Europa sull'orlo di una crisi «sistemica». Forse anche per questo l'appello di Trichet alla modifica dei Trattati è in sintonia con le proposte suggerite recentemente anche dalla Cancelliera Angela Merkel.

Ma dall'intervista rilasciata ieri da Trichet a Radio Europe 1 traspare la preoccupazione per le prossime settimane, cruciali per la soluzione della crisi. Con i prossimi giorni dedicati a trattative febbrili fra le capitali d'Europa in preparazione del vertice «risolutivo» del Consiglio europeo del 23 ottobre, preceduto, da venerdì prossimo, da Eurogruppo e Ecofin. E mercoledì 19 la solenne cerimonia in onore di Trichet, nella quale interverranno anche la Cancelliera Angela Merkel, i vertici della Ue, Mario Draghi e numerose personalità europee, offrirà dietro le quinte l'occasione per ultime trattative sui dossier più controversi. Come il braccio di ferro sul taglio del debito della Grecia ben oltre il 21% concordato a luglio. Voluto dalla Merkel e dal suo ministro per le Finanze Wolfgang Schäuble, ma osteggiato da Trichet, dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dalle banche. Sul tappeto anche le controverse ricapitalizzazioni delle banche, il finanziamento di paesi e banche attraverso il fondo salva stati Efsf. Le soluzioni adottate influenzeranno anche il prossimo G20 previsto a Cannes all'inizio di novembre. Nel frattempo, il Sunday Times ha svelato che la Cina prepara «accordi segreti» per investire decine di miliardi di euro nell'area dell'euro, mentre le banche cinesi sarebbero pronta ad acquistare titoli europei del debito pubblico. In cambio, Pechino chiederebbe garanzie sull'entità del debito e sull'impegno a non aumentarlo.

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