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Trichet frena sui tassi Giù euro e petrolio Barile sotto i 100 dollari

 

di Marika de Feo

HELSINKI -La Banca centrale europea ha frenato sulle prospettive di un nuovo aumento dei tassi atteso dai mercati nel mese di giugno, lasciando tuttavia la porta aperta a un incremento oltre l’attuale 1,25%, a partire dal luglio. Perché, come ha spiegato ieri a Helsinki il presidente della Bce Jean-Claude Trichet (nella foto), «continuiamo a vedere pressioni al rialzo sull’inflazione» , provenienti soprattutto dalle materie prime e dal petrolio, mentre il caro-prezzi, al 2,8%in aprile, «resterà al di sopra del 2%nei prossimi mesi» . Il Consiglio direttivo, riunito ieri nella capitale finlandese per celebrare i 200 anni della Banca di Finlandia, continuerà a «monitorare molto attentamente» gli sviluppi futuri. E se i tassi di interesse sono «ancora accomodanti» , Trichet ha sottolineato che la Bce «può aumentarli quando vuole, se lo giudica necessario» . I mercati hanno venduto l’euro, calato a 1,4601 da quota 1,4828 dollari, mentre il barile di petrolio è sceso a 99,70 dollari. D’altra parte, secondo Trichet, nonostante il «momento positivo» , sulla crescita pesa ancora una «elevata incertezza» , dovuta anche alla situazione geopolitica, che consiglia «cautela» . Sul fronte europeo il Consiglio direttivo ha appoggiato al piano di aiuti da 78 miliardi della Ue e del Fmi a favore del Portogallo, concordato con il governo e approvato dall’opposizione, in cambio di un programma di austerità che porterà una recessione al 2%nei prossimi due anni. Per Trichet il piano «contiene gli elementi necessari alla stabilizzazione» del Paese, e si è detta «fiducioso» sulla sua applicazione. Mentre ha giudicato «credibile» anche il piano irlandese. Ma Trichet ha esortato la Grecia a una «piena attuazione» delle misure di risanamento, pur ribadendo che una ristrutturazione del debito «non è all’ordine del giorno» .

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