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Trichet: aumentare ora i salari è la cosa più stupida da fare

di Vittoria Puledda

MILANO – Barra dritta sulla moderazione salariale, rigore nei conti pubblici e rispetto degli impegni presi in termini di deficit e debito da parte di tutti, Portogallo compreso. Sono questi i messaggi principali del presidente della Bce, Jean Claude Trichet, nel corso di un´intervista rilasciata alla radio francese Europe 1. «Noi non possiamo nulla contro l´aumento dei prezzi dei carburanti e dei prezzi delle materie prime» ha ammesso il banchiere centrale, mentre al contrario ci sono dinamiche dei prezzi su cui è possibile incidere: «Possiamo evitare – ha spiegato Trichet – quelli che si chiamano gli effetti di secondo giro, ovvero altri prezzi che iniziano a muoversi verso l´alto».
Dunque, ha affermato con forza il banchiere, per l´Europa «l´ultimo errore» per la lotta contro la disoccupazione sarebbe proprio un aumento dei salari: «sarebbe la cosa più stupida da fare», ha sottolineato Trichet, ricordando al contrario i successi «rimarchevoli» della Germania, proprio sul fronte dell´occupazione. «Vedendo i successi e gli insuccessi nella zona euro, è perfettamente chiaro che coloro che hanno controllato i loro costi hanno avuto successo in termini di riduzione di disoccupazione, che è l´obiettivo principale della maggior parte dei paesi» ha aggiunto; ricordando a industriali e sindacati che «siamo in una prospettiva di medio termine, in cui bisogna mantenere la stabilità dei prezzi».
Facendo riferimento alle proteste di piazza di queste settimane, Trichet ha ricordato che «come Bce non ho un giudizio sui movimenti popolari nei Paesi arabi» ma ha aggiunto come le agitazioni nell´area possono avere un impatto non solo geopolitico ma anche sull´economia mondiale. Il presidente della Bce, ricordando che il suo mandato di otto anni non è rinnovabile, ha aggiunto che una delle virtù di un banchiere centrale – senza entrare nel merito del suo successore – è la «lungimiranza e la capacità di saper prendere decisioni in circostanze eccezionali».
Tornando all´Europa, il banchiere ha ricordato che il risanamento dei conti non è «un´ossessione» ma «una necessità». Lo dice rivolgendosi a tutti ed in particolare al Portogallo, tornato di nuovo sotto i riflettori della speculazione. Lisbona, ammonisce Trichet, deve «rispettare tutti i propri impegni» sul fronte della riduzione del deficit e del debito pubblico. E´ un´esigenza che vale «per tutti i paesi della zona euro, senza alcuna eccezione: noi domandiamo al Portogallo di realizzare in modo rigoroso il programma che è stato definito e di rispettare tutti gli impegni presi. Allo stesso modo diciamo a tutti i paesi di fare altrettanto», ha concluso Trichet.

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