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Tribunalini, niente dietrofront

La riforma della geografia giudiziaria è «pienamente operativa» e andrà avanti, salva la facoltà del ministero di valutare «eventuali correttivi entro il biennio previsto dalla legge». Il ministro Anna Maria Cancellieri nel question time pomeridiano alla Camera tiene ferma la posizione del Governo sul taglio dei “tribunalini” – su cui pende anche l’ipotesi di un referendum abrogativo proposta da nove consigli regionali – respingendo l’interrogazione dei deputati Di Lello e Di Gioia e rispondendo indirettamente anche all’allarme sollevato dal gruppo di Unicost del Csm.
L’iniziativa parlamentare dei deputati del Gruppo misto era focalizzata sulle sedi di Ariano Irpino, Sala Consilina, Melfi, Lucera e Sulmona (dove peraltro la chiusura slitterà di due anni per le conseguenze del terremoto), sedi «presidio» in zone ad alta penetrazione criminale, e Melfi, prossima all’unico carcere di alta sicurezza della Basilicata, ma più in generale l’interrogazione toccava la soppressione dei 31 fori e le collegate Procure della repubblica. Il ministro Cancellieri però ha chiuso sul nascere la richiesta di rimettere mano alle situazioni ritenute sensibili, ricordando che «il rilievo della riforma e, più in generale, la necessità di una incisiva opera di rinnovamento dell’amministrazione della giustizia sono stati posti in risalto anche dal presidente della Repubblica nel messaggio» inviato martedì scorso alle Camere sulla questione carceraria. Secondo la Cancellieri, i criteri «oggettivi e omogenei» alla base della riforma – estensione territoriale, abitanti, carichi di lavoro, situazione infrastrutturale e impatto della criminalità organizzata – puntano a «garantire che ciascun ufficio possa acquisire, anche mediante la ridefinizione dei suoi confini territoriali, e non necessariamente attraverso accorpamenti, una dimensione media quanto più possibile vicina al modello ottimale di ufficio» per allocazione delle risorse umane, razionale distribuzione delle dotazioni strumentali «e del corretto livello della domanda di giustizia e quindi della migliore fruizione del servizio da parte del cittadino». Ricordando che, passato il vaglio costituzionale, il ministro ha anche «adottato diversi decreti per consentire il temporaneo utilizzo delle sedi soppresse», la Cancellieri spiega che sarà il «gruppo di lavoro costituito con lo specifico compito di monitorare lo stato di realizzazione della riforma» a proporre «soluzioni organizzative e normative per superare eventuali criticità», che via Arenula vaglierà «entro il biennio previsto dalla legge».
Intanto una sponda agli avvocati arriva anche dalla corrente Unicost del Csm, che sollecita l’ufficio di presidenza ad autorizzare un monitoraggio delle toghe sui problemi legati all’attuazione della «tanto auspicata riforma» Secondo Unicost in «tantissimi uffici giudiziari si stanno verificando situazioni di difficoltà» che riguardano il profilo logistico del trasferimento dei fascicoli, ma anche la sistemazione dei locali. I giudici si fanno portavoce poi della «grave preoccupazione» degli avvocati legata al trasporto dei fascicoli al rischio di decadenza di scadenze processuali.
E a proposito dei legali, l’Organismo unitario dell’avvocatura inserisce tra i motivi di ostilità verso la riforma anche il mancato inserimento di una rappresentanza dei legali nel gruppo di lavori, istituito dal ministro della giustizia per monitorare lo stato dell’arte della nuova mappa disegnata con i decreti legislativi 155 e 156 del 2012. «Certo rimane grave l’atteggiamento della Cancellieri che ha escluso le rappresentanze politiche e istituzionali degli avvocati – sostiene il presidente dell’Oua, Nicola Marino – l’avvocatura pretende che si rispetti la legge e quindi di essere consultata sui problemi della giustizia, a partire, appunto, dalla geografia giudiziaria, nell’ottica di un necessario cambiamento».
Non ha soddisfatto il presidente dell’Oua la risposta, inviata dalla segreteria particolare del ministero, con la quale si giustifica l’assenza, nella prima fase, di una rappresentanza degli avvocati con l’esigenza di contare su una struttura snella e si assicura l’impegno del ministro a coinvolgere gli organi rappresentativi delle categorie maggiormente coinvolte – tra cui spicca per importanza e per la centralità nel sistema giustizia il mondo dell’avvocatura – dopo un rapido esame delle prime fasi di realizzazione della riforma.

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