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Tribunalini fase 2

La riforma della geografia giudiziaria? Un processo ormai inevitabile. «Eppure», scandisce il ministro Anna Maria Cancellieri, «un restyling della sforbiciata a tribunali e sedi distaccate è già in cantiere e partirà domani 13 settembre (data indicata dal dlgs 155/2012)». Impossibile fermare una macchina in corsa, puntualizza il Guardasigilli intervenendo ieri nell’aula di palazzo Madama, poiché «la quasi totalità dei traslochi è stata eseguita, il sistema telematico è stato adeguato ed è stata rimodulata la pianta organica», perciò indietro non si torna. In verità, la revisione delle circoscrizioni ha subito una serie di importanti ritocchi: i tribunalini destinati a scomparire erano 37 (oltre a 220 sezioni distaccate e 667 uffici dei giudici di pace), ma sei in zone ad alta densità criminale nel Mezzogiorno furono recuperati e, il 5 settembre, il dicastero di via Arenula ha concesso la deroga di due anni per trattare i dibattimenti pendenti alle sedi di Alba (Cuneo), Pinerolo (Torino), Bassano del Grappa (Vicenza), Vigevano (Pavia), Chiavari (Genova), Sanremo (Imperia), Lucera (Foggia) e Rossano (Cosenza). Una sfilza di autorizzazioni ministeriali, poi, permetterà di celebrare qua e là udienze e di usare i locali per custodire gli archivi (si veda ItaliaOggi Sette del 9 settembre 2013).

«Comprensibile», osserva la Cancellieri, «che il provvedimento, facendo venir meno circa il 47% degli uffici, susciti resistenze, ma i tecnici sono all’opera per renderne meno faticosa l’attuazione: ci sarà un primo intervento correttivo, con norme organizzative e processuali che renderanno più fluida la fase di avvio». A seguire, poi, un secondo decreto per apportare modifiche dell’assetto territoriale dei nuovi tribunali, ascoltando sia le critiche dei parlamentari, sia quelle degli amministratori locali. Da Nord a Sud spuntano iniziative per scongiurare la perdita degli uffici. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, formalizzerà oggi la proposta di coprire le spese per il funzionamento dei tribunali di Mistretta (Messina) e Nicosia (Enna) al Ministero della giustizia, dove sono attesi i sindaci dei comuni ed i rappresentanti dei comitati di protesta convocati dal dirigente dell’amministrazione giudiziaria Luigi Birritteri. Domani il Consiglio nazionale forense, (che già ieri, tramite una nota aveva sottolineato la preoccupazione degli addetti ai lavori circa il clima che si sta creando intorno alla vicenda), l’Organismo unitario dell’avvocatura, gli ordini e le associazioni di categoria terranno a Roma un’assemblea, mentre il Consiglio superiore della magistratura lancia l’allarme: potrebbero mancare 700 giudici che svolgono contemporaneamente la professione di avvocato e quella di magistrato onorario a pochi chilometri di distanza, ma che per effetto degli accorpamenti non potranno farlo più nel nuovo circondario del tribunale presso cui esercitano le funzioni.

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