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Tribunali, non sono nati e già fanno discutere

di Isidoro Trovato

Una corsia preferenziale per le controversie tra imprese o la nascita di un'inaccettabile giustizia doppia velocità? È questa la diatriba che si è accesa attorno al tema dei Tribunali per le imprese. Saranno 20 (uno per regione) gli organismi specializzati nel contenzioso in materia di proprietà industriale e intellettuale.
Un progetto che si è concretizzato con uno specifico articolo del decreto «Cresci Italia» e che piace tanto al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che lo ha accolto con soddisfazione, al punto da dedicare all'argomento una parte del dossier confindustriale dal titolo «La giustizia più veloce accelera l'economia».
Il fronte del no
Ai consensi provenienti dal mondo industriale, fa eco invece la sonora bocciatura che arriva dal Consiglio nazionale forense: secondo il Cnf, la distrazione di magistrati presso i Tribunali delle imprese impoverirà ulteriormente le dotazioni organiche degli uffici giudiziari, dato che il provvedimento non destina risorse aggiuntive.
Secondo gli avvocati, inoltre, la scelta dei Tribunali specializzati svolge una sorta di effetto tenaglia insieme al consistente aumento del contributo unificato: aumentare i costi dell'accesso alla giustizia per poter abbattere il numero delle controversie. Un meccanismo che non piace agli avvocati che vedono l'aumento dei costi come una grave compromissione del diritto di difesa .
«Con l'articolo 2 del Cresci Italia — osserva Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense — viene radicalmente trasformata una norma, quella sulle sezioni specializzate in proprietà intellettuale, concepita per un contenzioso "d'élite", estremamente limitato nel numero e prevalentemente documentale. Le strutture non saranno affatto in grado di gestire il nuovo carico di lavoro. L'aumento delle competenze non potrà che aggravare il carico degli uffici che, per forza di cose, peggioreranno la propria performance anziché migliorarla visto che non sono previsti aumenti di organico».
I vantaggi
Il principio di una corsia preferenziale per dirimere più velocemente ed efficacemente le controversie che riguardano le imprese è però da sempre considerato positivamente dagli esperti. Imprenditori, economisti e osservatori stranieri da sempre rimproverano al sistema italiano la lentezza e l'incertezza del diritto. Due lacune che l'istituzione dei tribunali per le imprese cercherà di colmare. Ma anche nel merito dell'intervento, l'avvocatura avanza diverse elementi di criticità: «L'istituzione di questa sorta di "giustizia di prima classe" — continua Alpa — è destinata a rimanere soltanto sulla carta e negli annunci della stampa. Senza norme processuali speciali l'impatto in termini di recupero di efficienza e rapidità del processo appare decisamente esiguo. Non si comprende come il processo possa divenire più celere soltanto perché viene "spostato" in una sede differente rispetto a quella individuata sulla scorta delle ordinarie regole di competenza».
Forse in tanti si attendevano un aumento del personale a sostegno dei nuovi tribunali che invece (allo stato attuale dei fatti) dovranno far fronte a un corposo incremento del lavoro, ma con le stesse risorse di personale. Ulteriori perplessità tra l'avvocatura suscitano le modifiche relative alle materie di competenza delle sezioni specializzate dei tribunali: si tratta delle controversie sul diritto d'autore e sono state aggiunte quelle in materia di concorrenza. Un carnet ampio che non esclude ulteriori polemiche.

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