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Tribunali minori, serve buonsenso

Ottobre è stato un mese caldo per l'Avvocatura italiana. Preoccupati per una riforma della professione dagli esiti ancora incerti e contrariati dall'introduzione dell'obbligatorietà della media conciliazione, migliaia di avvocati hanno aderito a due giornate di protesta per discutere sul futuro della giustizia. L'ultima insidia arriva da un emendamento contenuto nella Manovra finanziaria–bis che delega il Governo a intervenire in materia di geografia giudiziaria. In altre parole, l'Esecutivo sarà chiamato al delicato compito di riorganizzare la distribuzione dei tribunali minori sul territorio, sopprimendoli qualora ci sia un'esigenza di taglio alle spese. La Cassa forense, pur condividendo la necessità di ridurre gli sprechi e aumentare l'efficienza del sistema giustizia, non può non rilevare, però, che ancora una volta il Governo ha preso una decisione importante in tema Giustizia senza cercare il necessario confronto con l'Avvocatura.

«I piccoli tribunali», spiega il presidente dell'Ente, l'avvocato Alberto Bagnoli, «non sono dei semplici uffici, ma presidi di democrazia e legalità, uno strumento in mano ai cittadini per far valere i propri diritti. Per questo motivo, qualsiasi tentativo di riorganizzare la distribuzione degli uffici giudiziari deve essere programmata non secondo logiche imprenditoriali, ma di efficienza, in modo serio e coerente alle esigenze del territorio. E chi è che conosce meglio queste esigenze se non gli avvocati, che quotidianamente amministrano la giustizia? Per questo, quando si parla di geografia giudiziaria, è impensabile escludere l'Avvocatura da un confronto. Non affermiamo nulla di strano, dal momento che anche il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto sulla questione auspicando che i tribunali minori sparsi sul territorio nazionale non vengano soppressi in modo indiscriminato».

Proprio per ribadire la sua contrarietà in merito al modo e al merito del provvedimento, il Comitato dei delegati di Cassa forense ha adottato una delibera con cui chiede al ministro della Giustizia, Nitto Francesco Palma, un tavolo di confronto con tutti gli organi dell'Avvocatura per affrontare il delicato tema della rimodulazione della geografia giudiziaria. «Ogni riforma va fatta nell'interesse dei cittadini e deve essere portata avanti ascoltando le opinioni di chi è direttamente coinvolto», ha aggiunto Bagnoli, «il mestiere degli avvocati è quello di difendere i cittadini ed è solo aprendo un dibattito con la categoria che il Governo può agire nell'interesse di tutti».

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