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Tribunali doc per le imprese

Implementazione del tribunale delle imprese, che si occuperà anche di mercato, pubblicità ingannevole e di tutte le controversie in materia di appalti pubblici già oggetto della giurisdizione ordinaria; disco verde al tribunale della famiglia e della persona che conoscerà anche di divorzi, operazioni e status di rifugiato; ampia riforma del processo civile e razionalizzazione delle leggi speciali con il potenziamento dell’arbitrato.

Sono questi gli obiettivi dello schema di disegno di legge delega per la riforma del processo civile predisposto dalla commissione ministeriale presieduta da Giuseppe Berruti, presidente di sezione della Corte di cassazione, e diramato il 18 novembre ai fini dell’adozione da parte del Consiglio dei ministri.

Il provvedimento (uno dei tanti annunciati nello scorso agosto dal Guardasigilli Andrea Orlando nel suo piano di riforma della giustizia) detta criteri direttivi al governo per esercitare – entro 18 mesi e con uno o più decreti delegati proposti dal ministro della giustizia, sentite le commissioni parlamentari – una delega finalizzata all’implementazione del tribunale delle imprese, all’istituzione del tribunale della famiglia e della persona, ma soprattutto a una ampia riforma che riguarderà l’intero processo civile. Il tutto sarà realizzato avendo come riferimento due obiettivi fondamentali: «Comprensibilità» e «speditezza» dei processi.

Tribunale imprese

Notevole è l’ampliamento delle competenze delle attuali sezioni specializzate in materia di impresa di cui al decreto 168/2003 e alla legge 27/2012 che dovranno occuparsi anche di tematiche relative al mercato e quindi di controversie in materia di concorrenza sleale, pubblicità ingannevole, tutela dei consumatori, patti strumentali ad accordi di collaborazione fra società nel campo della produzione e scambio di beni o servizi.

Il tribunale delle imprese (di cui peraltro dovranno essere rideterminate le dotazioni organiche) si occuperà anche delle controversie in materia di appalti pubblici (lavori, forniture e servizi) già rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario, anche al di sotto della soglia di applicazione delle regole europee (5,2 milioni per i lavori e 200.000 per servizi e forniture). Presso ogni sezione specializzata per l’impresa e il mercato (nuova denominazione che assume il tribunale delle imprese) costituita presso ogni tribunale verrà istituto un albo di esperti nelle materie della ragioneria, contabilità, economia e mercato, con possibilità di iscrizione anche di dipendenti della Banca d’Italia e di Autorità indipendenti che potranno supportare il collegio giudicante con costi a carico delle parti.

Tribunale della famiglia

Per quel che riguarda il cosiddetto tribunale della famiglia e della persona si prevede l’istituzione ex novo delle sezioni specializzate per la famiglia e la persona presso tutte le sedi di tribunale ordinario, che si dovranno occupare delle controversi oggi di competenza del giudice civile ordinario in tema di stato e capacità della persona, di rapporti di famiglia e di minori, compresi i giudici di separazione di divorzio e di procedimenti relativi a figli nati fuori dal matrimonio. Queste nuove sezioni avranno anche il compito di decidere sui procedimenti di competenza del giudice tutelare in materia di minori e incapaci, e su quelle concernenti il riconoscimento dello stato di rifugiato e la protezione internazionale.

Sentenze subito efficaci

Nello stesso arco temporale di 18 mesi il disegno di legge prevede anche che si debba procedere al «riassetto formale e sostanziale del codice di procedura civile e delle leggi processuali speciali». Diverso le indicazioni per ogni grado di giudizio: per il primo grado l’obiettivo sarà quello di valorizzare la proposta di conciliazione del giudice anche per contenere le richieste di indennizzo per irragionevole durata del processo; per l’appello si mira al rafforzamento del carattere impugnatorio e la razionalizzazione della forma dell’atto introduttivo. Si prevede anche l’immediata provvisoria efficacia a prescindere dal giudicato di tutte le sentenze di primo e secondo grado. Infine si afferma la necessità del potenziamento dell’arbitrato anche attraverso la razionalizzazione della disciplina dell’impugnativa del lodo arbitrale e dell’estensione del meccanismo della traslazione del giudizio ai rapporti fra processo e arbitrato.

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