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Tribunali d’impresa sotto pressione

Debutta il tribunale delle imprese. A partire da oggi le nuove cause introdotte in alcune delle tipologie più tipiche del diritto societario saranno trattate presso sezioni specializzate istituite presso ogni tribunale e corte d’appello con sede nei capoluoghi di Regione. con l’eccezione della Lombardia, per la quale è prevista anche l’apertura di un ufficio a Brescia, e della Sicilia che vede Catania affiancarsi a Palermo; la Valle d’Aosta invece graviterà su Torino.
Al ministero della Giustizia si è anche provato a ragionare sull’impatto della novità introdotta dal decreto liberalizzazioni. Una valutazione che non è stata semplice vista la pluralità di competenza che viene assegnata ai nuovi uffici. Che da una parte rilevano le competenze delle vecchi sezioni specializzate in proprietà industriale e intellettuale, ma vi aggiungono le liti sulla violazione della normativa antitrust dell’Unione europea e, soprattutto, quelle sul trasferimento di partecipazioni, in materia di patti parasociali, le azioni di responsabilità contro gli amministratori e i procedimenti relativi a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria.
Imponente anche il numero dei soggetti interessati, dove alle società per azioni si sono aggiunte a normativa assestata anche le società a responsabilità limitata, andando a toccare pertanto circa un milione di figure. A poter essere interessate dalla rilevazione del ministero sono state così da una parte le “tradizionali” cause su marchi, brevetti e diritto industriale, dall’altra quelle di diritto societario.
L’aggravio previsto per i tribunali che faranno da collettori delle liti che vi saranno convogliate dalle altre sedi della Regione è assai differenziato. Dove, più che alle percentuali è importante verificare i valori assoluti. Così, tra le sedi nelle quali è stato possibile il monitoraggio della Direzione generale di statistica del ministero, la percentuale di aumento più rilevante è quella di Catanzaro con uno sbalorditivo +468%, percentuale che, però, corrisponde a un incremento effettivo di “sole” 160 cause. A Milano, per esempio, la sede (insieme con Roma) in prima fila per rilevanza sulle controversie societarie, l’aggravio è percentualmente più contenuto, il 33%, ma in valori assoluti più consistente, 219 liti.
A questo aumento dei carichi di lavoro dovranno fare fronte uffici per i quali le tabelle del Csm sugli organici assegnano un minimo di sei magistrati dedicati. La riforma impone che l’intervento sia a costo zero, nel senso di non prevedere nuove assunzioni, ma di distribuire meglio gli organici a disposizione. Il Csm, da parte sua, ha disposto la pubblicazione di 26 posti vacanti nelle funzioni giudicanti di primo grado, che saranno coperti nei prossimi giorni con la conclusione, al 3 ottobre, delle procedure di interpello.
La riforma dovrebbe permettere alle imprese di poter contare su un giudice a elevato tasso di specializzazione e concentrato solo in alcuni grandi tribunali, elemento importante da utilizzare anche per arrivare a un sensibile taglio dei tempi di controversie chiave per la modernizzazione dell’intero sistema giudiziario. Potere contare su una giurisprudenza societaria di qualità rappresenterebbe una buona carta da utilizzare per fare rimontare all’Italia qualche posizione nelle classifiche sulla competitività dell’amministrazione della giustizia.
A fare da filtro di fatto al numero delle cause introdotte, riducendone il numero, potrebbe anche essere il raddoppio dell’importo del contributo unificato che da ora sarà necessario versare (inizialmente era stato pensato un aumento ancora più consistente, quattro volte la cifra base).
Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha più volte ribadito la necessità di un giudice specializzato e ha fatto del successo dell’intervento un momento importante della sua amministrazione. Tanto da aver lasciato trasparire la volontà di procedere anche a eventuali aggiustamenti organizzativi in corso d’opera per tarare meglio gli organici.

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