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Tribunale brevetti Ue: la Farnesina apre sulla sede a Milano

Milano e la Lombardia vogliono giocarsi la partita del Tribunale Ue sul brevetto unitario europeo (Tub) e vanno in pressing sul Governo. Che ufficialmente non prende posizione. Ma la Fanesina fa sapere, in serata, che c’è la volontà di aprire un dossier per valutare i costi dell’operazione. Costi che saranno per lo più a carico dello Stato e dovranno essere successivamente approvati dal Consiglio dei ministri a Roma, così come la candidatura di Milano ad ospitare la futura sede della Corte per il brevetto unitario Ue, che avrebbe dovuto nascere a Londra e che dovrà spostarsi causa Brexit. Solo se ci sarà accordo, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi porterà il “dossier Milano” sul tavolo del Consiglio Ue. Qualcosa si muove.
A tornare sul tema erano stati ieri, di nuovo, gli avvocati milanesi, guidati dal presidente dell’Ordine forense cittadino, Remo Danovi, che, riuniti nell’Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, avevano ribadito alla politica (nazionale e locale) – come nel primo appuntamento, a settembre scorso – di sostenere Milano come sede in grado di sostituire Londra a ospitare una delle tre Corti del futuro brevetto unitario, quella specializzata in contenzioso farmaceutico.
Oggi, infatti, esiste già un brevetto europeo. L’azienda manda una domanda sola (in inglese, francese o tedesco) all’Ente europeo dei brevetti e specifica per quali Paesi intende attivare la copertura . Più Paesi include e più si paga. Il brevetto unitario, che dovrebbe nascere nel 2019, prevede, invece, che con una sola procedura e un solo pagamento (scontato rispetto ad ora), la copertura brevettuale scatti automaticamente in tutti gli Stati Ue. A questo “strumento” si affiancherà il Tribunale per il brevetto unitario (Tub). La Corte di I istanza avrà una sezione centrale a Parigi e quelle “specializzate” a Monaco (meccanica) e Londra (farmaceutica). Quella a cui punta Milano.
«Milano – ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana – ha tutte le carte in regola. Tra i prossimi step, si dovrà chiedere al ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che la revisione della sede londinese venga messa all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri europei.».
Dalle prime verifiche – hanno spiegato ieri sera dalla Farnesina – c’è l’attenzione del ministro degli esteri Moavero Milanesi, che conosce perfettamente la vicenda. Ma ci sono aspetti di spesa da verificare, perchè dalla sede ai costi di avviamento, ci sono stanziamenti importanti a carico dello Stato ospite. Una volta definiti e portati al Consiglio dei ministri, se ci sarà il via libera, si potrà portare la candidatura all’attenzione degli Stati Ue.
Del resto, come ha ricordato il messaggio inviato ieri agli avvocati milanesi dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala (assente per influenza): «Nel 2017, con 4352 domande di brevetti Ue siamo stati il Paese percentualmente cresciuto di più. Un terzo degli investimenti esteri e del fatturato delle imprese estere in Italia sono in Lombardia. Regione che ospita il più grande polo farmaceutico italiano. Ecco perchè occorre un’azione politica subito». Tra l’altro, la sede per ospitare la Corte dei Brevetti sarebbe «già pronta», ha chiarito la presidente della Corte d’appello di Milano, Marina Anna Tavassi, «grazie a 850 mq disponibili in via San Barnaba».
Stime britanniche “prudenti” valutano il maggiore indotto derivante dalla Corte Ue dei brevetti a Londra attorno ai 300 milioni di euro l’anno. Se la Corte finisse a Milano, tra aperture di nuove sedi legali internazionali, turismo congressuale, personale amministrativo, hotel e servizi, l’indotto , rispetto a Londra, potrebbe raddoppiare. Ma sul negoziato pesa un’incognita. Se una Corte Ue sui brevetti nel Regno Unito, Paese che dalla Ue ha deciso di uscire, è un controsenso giuridico, diversi avvocati italiani a Londra hanno messo in guardia ieri dal fatto che che gran parte della lobby industriale Usa ( già controparte di metà delle cause brevettuali farmaceutiche in Europa) e grandi imprese europee , non sono affatto liete di lasciare Londra. Negoziare sarà arduo. Partire il prima possibile, per avere una chance, indispensabile.

Laura Cavestri

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