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Tremonti: tagli del 10%sui vitalizi

di Alessandro Trocino

ROMA — Minori entrate per 45 milioni di euro in tre anni, compensate da tagli per 48 milioni di euro e dall’applicazione ai vitalizi degli ex deputati e alle pensioni dei dipendenti del contributo di solidarietà. È il pacchetto di risparmi e tagli proposto dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che dovrebbe ottenere il via libera dai questori ed essere approvato giovedì nell’ufficio di presidenza. Ma interviene anche il ministro Giulio Tremonti, che scrive ai capigruppo di Camera e Senato: «La disciplina sul contributo di perequazione — ovvero il taglio del 5%e del 10%previsto per le pensioni d’oro che superano i 90 mila e i 150 mila euro — potrebbe essere ritenuta immediatamente applicabile ai vitalizi dei parlamentari» . Sull’onda della protesta generale, compresa quella del «precario» di Facebook, i politici fanno mea culpa e provano a sforbiciare spese e privilegi. Sollecitazioni arrivano anche dal mondo imprenditoriale. L’ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo spiega: «Nel 2007 qualcuno mi disse che facevo dell’antipolitica perché dissi che la più grande impresa in termini di numero e dipendenti in Italia è la politica. Lo ripeto oggi: la situazione è peggiorata, visti i privilegi e quant’altro» . E nel momento in cui si chiedono sacrifici agli italiani, aggiunge Montezemolo, «non è accettabile, o è addirittura vergognoso che il mondo della politica non guardi se stesso in termini di privilegi e non faccia altrettanto» . Ci prova Fini, che ha messo a punto un pacchetto complesso, che sarà valutato dai questori e prevede una «crescita zero» della dotazione, ovvero dei 992 milioni di euro erogati ogni anno alla Camera: meno 45 milioni di euro da qui al 2013 (il bilancio resta fermo perché non viene applicata l’inflazione). Minori entrate, ma anche tagli. Con l’applicazione, ai vitalizi di ex deputati e alle pensioni dei dipendenti, del contributo di solidarietà evocato da Tremonti, che riporterà alle casse dello Stato 16,5 milioni di euro. E soprattutto con una riduzione degli stanziamenti di bilancio pari a 48 milioni di euro (che si somma a quella da 60 milioni in tre anni decisa lo scorso anno). Di questa somma fanno parte diverse voci: blocco turn over, recesso da contratti di locazione (Palazzo Marini), chiusura di uno dei ristoranti della Camera (e chiusura serale degli altri), interventi nell’informatica. Ma soprattutto, e questa voce non sarà gradita ai parlamentari, la forte riduzione dei voli gratuiti: saranno consentiti solo alle tratte tra la residenza, o il collegio, e Roma. La lettera di Tremonti trova il via libera immediato sia di Fini sia del presidente del Senato Renato Schifani. Che fa sapere: «Voglio tranquillizzare il ministro Tremonti sul fatto che il Senato, così come in passato, si adeguerà alle norme previste dalle manovre finanziarie in tema di contenimento dei costi e assoggettamento dei vitalizi di entità significative a ritenute straordinarie. Lo farà in tempi rapidi nel rispetto della propria autonomia costituzionale» . Anche Palazzo Madama sarà interessato dai tagli, come spiega il questore leghista Paolo Franco: «In passato abbiamo ridotto di 35 milioni i costi del Senato, ora faremo interventi per altri 30» .
 
 

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