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Tremonti: manovra rafforzata, l’allerta di Draghi sulle tasse

di Stefania Tamburello

ROMA — Dice Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia: «La manovra presentata dal governo è un passo importante, ma occorre definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. Perché a questo soprattutto guardano i mercati» . Annuncia il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Il decreto per raggiungere il pareggio di bilancio sarà rafforzato per tutto il quadriennio. Sarà approvato entro venerdì e sarà accompagnato in tutti i suoi sviluppi da chi si prende la responsabilità di presentarlo» . Il ministro che così spazza via tutte le ipotesi di dimissioni («Hic manebimus optime» aggiunge citando Tito Livio) e il Governatore si ritrovano come ogni anno all’assemblea annuale dell’Abi, l’associazione tra le banche italiane, ma questa volta col comune intento di rassicurare i mercati, mettere un’argine alla speculazione e fissare nuovi strumenti per superare la crisi e sviluppare la crescita. «Oggi è questo il tema principale» dice Draghi che esorta ad «avere fiducia nelle possibilità di crescita della nostra economia. Dobbiamo trovare un intento comune, al di là degli interessi particolari e di fazione. Dobbiamo riscoprire un agire per il bene di tutti» . Ma sulla manovra il Governatore avverte che se non si incide anche su altre voci di spesa ci sarà un aumento delle imposte. E ciò perché, spiega Draghi così come poco prima aveva fatto in Parlamento il vicedirettore generale Ignazio Visco, la correzione, per circa 15 miliardi, prevista per il 2013-2014 dovrebbe essere realizzata con l’attuazione della legge delega fiscale e assistenziale e cioè con le entrate vista la limitata dimensione delle spesa per l’assistenza. E poi, aggiunge il Governatore e prossimo presidente della Bce, alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un «innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia, mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva» . Tremonti e Draghi si soffermano poi sulla crisi dei debiti sovrani, cioè degli Stati, sulle tensioni dei mercati, sulla speculazione che ha preso di mira l’Italia e le sue banche. «Sono problemi che non riguardano un singolo Paese, ma l’intera struttura dell’Europa» afferma il ministro che insiste sul fatto che tutto ciò che ha causato la crisi finanziaria è ancora presente. «Occorre dare certezza al processo con cui si gestiscono le crisi sovrane: definire con chiarezza gli obiettivi politici, il disegno degli strumenti, l’ammontare delle risorse» sostiene a sua volta il Governatore. I l quale spiega che «la solvibilità degli Stati sovrani non è più un fatto acquisito, ma va guadagnata sul campo con una crescita alta e sostenibile, possibile solo con i conti in ordine. Quelle riforme strutturali invocate per anni sono oggi ancora più essenziali» . L’Italia, aggiunge Draghi, di cose positive ne ha — indebitamento privato e debito netto verso l’estero contenuti, banche solide — e in questa fase sta beneficiando dell’espansione degli scambi internazionali mentre il tasso di disoccupazione è in diminuzione. E poi i dati di Bankitalia dicono che dopo sei mesi di variazioni appena positive, «nel secondo trimestre il prodotto interno lordo, è aumentato a un tasso in linea con quello medio dell’area dell’euro» . Anche se «nel medio termine il ritmo di crescita dell’economia italiana continuerebbe a collocarsi su livelli inferiori a quelli dei nostri principali partner europei» . Le banche infine, uscite da una settimana di montagne russe in Borsa. La prova della crisi «è stata seria» , afferma il Governatore, ma i gruppi creditizi italiani si stanno adeguando bene ai nuovi, più severi parametri di capitale stabiliti a livello internazionale (Basilea3): hanno già rafforzato il patrimonio per circa 20 miliardi di euro rispetto ai 40 che saranno richiesti entro il 2019. «Siamo sulla buona strada» , conclude Draghi esortano le aziende di credito a recuperare redditività riducendo i costi.

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