Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tremonti: dalle parti sociali un documento importante

di Lina Palmierini

Chiamata in causa, la politica risponde all'appello delle parti sociali in cui si chiede una «discontinuità» che possa «realizzare un progetto di crescita per il Paese». Governo, maggioranza e opposizioni – ciascuno nel proprio ruolo – ieri hanno provato ad andare incontro al tema messo sul tavolo da imprese sindacati e banche ma quello «scatto», come l'ha chiamato il Quirinale, non sembra ancora vicino. Già, perché lo sforzo che le parti chiedono riguarda la sostanza di un'Italia povera di Pil ma pure la forma, cioè un'assunzione di «responsabilità da parte di tutti». Invece le barricate resistono così come le schermaglie con accuse reciproche di «strumentalizzazione» dell'appello. Il premier non ne ha parlato in Consiglio dei ministri né ha rilasciato dichiarazioni ufficiali anche se nel suo entourage si racconta di una sua preoccupazione (e anche irritazione) per un appello che potrebbe essere usato come tentativo per disarcionarlo. Il teorema del premier è sempre lo stesso: lui è stato democraticamente eletto, ha la fiducia delle Camere ed è legittimato ad andare avanti. E respinge la richiesta di Pierluigi Bersani di presentarsi subito alle Camere.

Ad apprezzare quella lettera è stato Giulio Tremonti, come ha fatto sapere nella conferenza stampa convocata per chiarire le sue spese di affitto nella casa messa a disposizione del suo ex collaboratore Marco Milanese. «È molto importante il documento presentato dalle parti: va studiato e discusso ma credo che l'iniziativa di costituire il fondo strategico italiano della Cdp possa essere inserita in quella visione e in quella logica». Insomma, un passo il ministro dell'Economia l'ha fatto e fa notare che «se il bilancio della Stato si fa per legge, il Pil no». Un modo per spronare le stesse parti sociali che sono tra gli attori protagonisti del fattore-crescita.

In prima fila nel Governo, a prendere in seria attenzione quel documento, è Maurizio Sacconi per cui il confronto sociale è pane quotidiano: «Il testo pone come punto di incontro tra tutti la richiesta di sostenere la crescita. Cosa che noi condividiamo. Molte parti sono consapevoli che è necessario un ruolo di attori istituzionali ma anche sociali per fare il Pil e che quindi la maggiore crescita non può che essere il frutto della convergenza di molte volontà ed è quella che noi vogliamo promuovere attraverso la paziente ripresa del dialogo». Certo, al ministro del Welfare non sfugge quanto quell'appello possa essere usato a fini politici ma si sente rassicurato: «Credo che la cosa peggiore sia quello di piegarli a un progetto politico contro questo governo o per un altro governo ma chi conosce le parti sa che non si prestano a strumentalizzazioni».

Ma a sentirsi parte in causa è anche chi da tempo non frequenta la politica in senso stretto. Romano Prodi, ex premier, ha benedetto l'iniziativa: «Sul fatto che sentano il dovere di lavorare insieme sono favorevole perché o si mettono sullo stesso tavolo gli interessi e gli obiettivi o si continua a macinare a vuoto». Ecco, l'andare a vuoto è esattamente il nodo contro cui è puntato l'indice delle parti anche se, osserva Prodi, «le parti non si possono sostituire alla politica perché se non c'è la politica non funzionano neanche queste cose». Dunque, niente Governo tecnico o del Presidente? Ricorda il '92 Raffaele Bonanni anzi «è peggio» e dunque «tutti devono farsene carico», insiste il segretario Cisl che forse ipotizza la soluzione di allora: un Governo Ciampi. Chissà. Ma ieri il tic era di tutti: cercare il retropensiero sul Governo Berlusconi in ogni dichiarazione anche se c'è Susanna Camusso che lo dice esplicitamente: «O si è in grado di fare un progetto per il Paese o è meglio cambiare il soggetto che governa».

Messaggio chiaro e ancora più chiaro è quello di Pierluigi Bersani che torna a chiedere un dibattito alle Camere: «Di fronte a ciò che sta accadendo sui mercati è davvero indispensabile che il premier venga a riferire in Parlamento e accetti un dibattito sulla reale situazione e su come uscire dalle difficoltà». Invece dice di non voler fare «barricate» Pier Ferdinando Casini che vuole «rispondere all'appello delle parti sociali» invitando il Governo «accusato di non fare nulla» a fare qualcosa anche subito, usando tutto il mese di agosto. Qualche risposta positiva all'opposizione arriva. Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, apre uno spiraglio: «Trovo giusta, anche se formulata con argomentazioni offensive, la richiesta del segretario del Pd. Il mio auspicio è che il governo lo faccia nei tempi che riterrà opportuno. Con una speranza: che Bersani sappia dire in Aula qualcosa di più e di diverso rispetto alla richiesta di dimissioni. Soffiare sul fuoco della crisi significa dare nuovi spunti alla speculazione». E lo stesso spiraglio con gli stessi toni arriva sia Maurizio Lupi che Fabrizio Cicchitto che parla di momento «di corresponsabilità ma senza strumentalizzazioni».

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Si rafforza il quarto decreto anti-Covid per far fronte all’emergenza economica e per indennizzare...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un discorso autonomo, sugli incentivi, va dedicato ai datori di lavoro dei servizi finanziari e assi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con il sì definitivo al decreto legislativo correttivo del Codice della crisi cambiano anche le reg...

Oggi sulla stampa