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Tremonti: conti in ordine, ora la crescita

di Stefania Tamburello

ROMA— I conti «sono sotto controllo» e «non c’è il rischio di una manovra correttiva» per le nuove regole del patto europeo. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a Palazzo Chigi rassicurano sull’economia mentre in Senato il governo ottiene la fiducia sul decreto Milleproroghe che interviene a tutto campo per rinviare scadenze e per introdurre nuove misure nei settori più diversi e anche piccole nuove tasse. In particolare il provvedimento introduce sgravi alle banche in vista di Basilea 3, una sanatoria per i manifesti politici, l’aumento dei biglietti per il cinema, la proroga delle multe sulle quote latte, l’introduzione del «foglio rosa» per i motorini, il ritorno della social card, acconti per i Comuni in attesa dell’attuazione del federalismo municipale. Ma anche provvedimenti discussi, come l’aumento dei consiglieri e degli assessori nei grandi Comuni, l’introduzione di tasse regionali in caso di calamità naturale, la sospensione degli abbattimenti delle case abusive di Ischia sino a fine anno. Il testo passa alla Camera che avrà tempo fino al 27 febbraio per approvarlo. «Siamo entrati in una nuova fase» , dice Tremonti, oltre alla tenuta dei conti pubblici «dobbiamo puntare a migliorare la crescita» tenendo conto che l’Italia è l’unico Paese europeo «duale» cioè con l’economia che marcia a due velocità. Più rapidamente al Nord «che in termini di ricchezza, patrimonio e reddito è uguale alla Francia» , più lentamente al Sud. Che, afferma il ministro, «è il problema del Paese» ed «è un dovere di tutti risolverlo. Berlusconi, accanto a lui, conferma e chiosa: «Nel Meridione abbiamo un grave problema di classe dirigente: degli 80 miliardi sono riusciti a spenderne solo 8» . Il premier partecipa alla conferenza stampa assieme al ministro per condividere «il successo» dell’accordo con banche e organizzazioni sindacali sulla proroga della moratoria dei debiti delle piccole e medie imprese. Le sue risposte sull’economia si alternano però alle riflessioni sulla politica, sul governo e sul caso Ruby. «Il profilo psicologico è considerato ormai il primo fattore di crisi. Ottimismo e fiducia sono quindi il compito primo di tutti i governi» afferma Berlusconi. Il quale però riconosce il ritmo troppo basso della crescita italiana, per colpa del «debito più elevato d’Europa, il terzo del mondo, che ci costa cinque punti di Pil l’anno di interessi passivi» ma che è «un’eredità del passato: lo hanno moltiplicato i passati governi» . E poi, aggiunge, pesano il gap nelle infrastrutture, «i tempi inverosimili e inaccettabili della giustizia penale e civile» e una Pubblica amministrazione «pletorica e inefficiente» . Da qui la «sofferenza nel lavorare in un sistema che visto da dentro è molto peggiore di quello che appare da fuori» . A «confortare» Berlusconi è «il calo vertiginoso nel ricorso alla cassa integrazione» che significa «il ritorno a tempo pieno nelle imprese» . La disoccupazione, ripete Tremonti, è sotto il livello della media Ue e i dati «straordinariamente positivi» delle nuove imprese sono un importante segno «di una vitalità che riprende» . Quanto alla crescita, oggi ci sarà la prima riunione interministeriale per la messa a punto del piano da presentare in aprile all’Ecofin, e comunque «è vero che cresciamo meno degli altri Paesi ma molti di questi negli ultimi dieci anni sono stati drogati dalla finanza privata e ora ne cominceranno a risentire» dice il ministro. 

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