Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tremonti ai banchieri: non rifaremo l’Iri

di Mario Sensini

ROMA— Preferisce non parlare di «sistema» e assicura che dietro all’incontro di ieri con i banchieri italiani «non c’è una logica politica» , né tantomeno «un tentativo di distorsione del mercato» . Con il mondo del credito «c’è solo un fine comune: far restare l’Italia un Paese forte» , dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che intanto porta a casa l’impegno delle Fondazioni a sottoscrivere gli aumenti di capitale che gli istituti di credito controllati o partecipati lanceranno nelle prossime settimane. In Europa la crisi che investe la finanza e i debiti sovrani non si arresta, e anche le banche italiane dovranno farsi trovar pronte ai nuovi «stress test» europei, poi ai nuovi parametri patrimoniali imposti dagli accordi di Basilea. Ubi Banca e Intesa Sanpaolo hanno già annunciato la ricapitalizzazione e le altre grandi banche, quasi tutte partecipate dalle Fondazioni, sono in fase di riflessione avanzata. «Faremo la nostra parte, non ci tireremo indietro» ha garantito ieri il presidente dell’Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, dopo l’incontro con Tremonti, preoccupato per i possibili colpi di coda della tempesta finanziaria, ma determinato, tanto da definire «inaccettabile» secondo alcuni partecipanti, l’eventuale crisi di una delle grandi banche italiane. «Interverremo sul 100%delle nostre quote e le altre Fondazioni faranno lo stesso» ha aggiunto Guzzetti. «Non ci è stato chiesto niente» garantisce Giusepe Mussari, presidente dell’Associazione Bancaria e del Monte dei Paschi di Siena, al termine dell’incontro cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il Dg della banca senese, Pierluigi Vigni, Paolo Biasi (Fondazione Cariverona), Dieter Rampl, Fabrizio Palenzona e Roberto Nicastro (Unicredit), Emilio Zanetti (Ubi Banca), Massimo Ponzellini (Popolare Milano), Angelo Miglietta (Fondazione Cr Torino). «Le banche continueranno ad essere una risorsa per il Paese, e usciranno nel miglior modo possibile» dalle nuove sfide, aggiunge Mussari. Niente «moral suasion» , dunque, ma dopo il vertice di ieri, forse per la prima volta da lungo tempo, governo, banche (e Bankitalia) offrono l’idea di un sistema più compatto. Intanto per superare i "test"patrimoniali, «anticipando e non gestendo le necessità» come dice il direttore del Tesoro, Vittorio Grilli. Poi per la crescita dell’economia, cui puntano il fondo delle banche per le pmi, e quello della Cassa Depositi e delle fondazioni, per gli investimenti strategici. «Non c’è da rifare l’Iri, ma da ragionare sulla dimensione delle imprese, ed è un confronto tra blocchi continentali. Noi crediamo che l’Italia abbia titolo per essere un’espressione sociale ed economica e non solo geografica» dice Tremonti. E con le banche, assicura, c’è anche un fine comune: «E pluribus unum» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa