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Tregua sui mercati, Milano +1,9%

di Monica d'Ascenzo

Dopo un inizio di settimana contrassegnato dai ribassi, le borse ieri hanno rimbalzato complici trimestrali positive a livello internazionale, dati macroeconomici americani superiori alle attese e attese per il vertice europee straordinario di giovedì prossimo sulla Grecia. In un clima di allentamento delle tensioni dei giorni scorsi, Piazza Affari è riuscita a ottenere la migliore performance fra le Borse europee, dopo aver guadagnato la maglia nera lunedì scorso. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in rialzo del 1,92%, mentre l'All Share ha messo a segno un progresso dell'1,71 per cento. Buoni anche i segnali sul mercato obbligazionario, dove il differenziale tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco si è riportato intorno ai 300 punti base rispetto al record di 347 toccato alla vigilia.

In Europa l'indice Ftse 100 di Londra è salito dello 0,65%, il Dax di Francoforte ha segnato +1,19%, il Cac 40 di Parigi ha registrato un rialzo dell'1,21 per cento. Le Borse non hanno risentito delle indicazioni provenienti dalla Germania, dove l'indice Zew, che misura la fiducia degli investitori tedeschi, a luglio è crollato ai minimi di gennaio 2009, segnando -15,1 da -9 di giugno. Dato per altro ignorato anche sul mercato dei cambi, con l'euro che è tornato a rafforzarsi sfiorando quota 1,42, prima di ripiegare leggermente a seguito dell'avvertimento in serata del Fmi, secondo il quale le tensioni legate al debito sovrano nella zona dell'euro «potrebbero estendersi alle economie principali, attraverso il sistema finanziario» con «implicazioni globali».

Dagli Stati Uniti, poi, sono arrivate indicazioni positive sia dal fronte macroeconomico, con i dati sui nuovi cantieri che hanno battuto le attese degli analisti, sia dal mondo corporate con trimestrali di crescita per Ibm, Coca Cola, Wells Fargo e Bank of America. Tanto che i listini principali hanno chiuso in positivo: Dow Jones +1,63%, S&P 500 (+1,63%) e Nasdaq +2,22 per cento. Intanto l'oro in mattinata aveva toccato nuovi massimi a 1610,7, per poi ripiegare a 1601 dollari l'oncia nel pomeriggio con un'andamento inversamente proporzionale a quello del mercato azionario.

Le banche guidano i rialzi

Il recupero dei corsi azionari è stato guidato in gran parte dalle performance del settore bancario, un po' su tutte le Borse europee. La migliore è stata Ing con un balzo del 5,15%, ma anche la francese Société Générale (+4,39%) e la britannica Lloyds (+4,34%) hanno registrato progressi robusti. In questo solco si sono mosse anche le due maggiori banche italiane con Unicredit che ha messo a segno un +4,68% a a 1,186 euro e Intesa Sanpaolo un +4,32% a 1,544 euro dopo i ribassi dell'ultimo periodo. I due titoli hanno incassato ieri anche la revisione al rialzo del target price da parte di Exane, portato rispettivamente a 1,5 e 2,1 euro ad azione.

Sempre nel settore bancario italiano sono da segnalare nel Ftse Mib il progresso del 3,35% del Banco Popolare nel giorno successivo alla presentazione del progetto di banca unica e il guadagno del 3,22% messo a segno da Mps dopo l'intervento del sindaco di Siena a favore della Fondazione come azionista di maggioranza assoluta. Seduta più pacata per le azioni della Banca Popolare di Milano (+0,89%), in attesa che al termine delle contrattazioni venisse alzato il velo sul piano industriale approvato dal cda e presentato oggi alla comunità finanziaria. Mentre Ubi Banca ha segnato sul finale un +1,95%, dopo aver superato durante la seduta un guadagno del 3,5 per cento. In giornata, per altro, Standard & Poor's aveva commentato i risultati degli stress test delle banche italiane affermando che i loro posizionamenti l'una nei confronti dell'altra «sono coerenti con la nostra valutazione della loro rispettiva solidità patrimoniale».

Sul fronte assicurativo, i titoli della famiglia Ligresti hanno fatto registrare un andamento a due velocitá: bene Milano Assicurazioni che ha guadagnato l'1,65% mentre Fonsai lascia sul campo l'1,68% per cento. Per gli altri titoli Generali ha segnato un rialzo dell'1,75% a 12,8 euro e Unipol +1,75% a 0,3134 euro.

Industriali a due velocità

Guardando più in generale agli altri settori europei, la seduta è stata sostanzialmente positiva con alcune eccezioni. Il comparto farmaceutico ha beneficiato della trimestrale di Novartis, il secondo player del settore a livello mondiale, che ha battuto le stime degli analisti e ha terminato le contrattazioni con un balzo del 3,2%, trascinando anche Roche (+1,5%), che ieri ha annunciato l'acquisizione di Mtm Laboratories. I tecnologici, invece, sono stati influenzati dai buoni dati dell'americana Ibm. Così le tedesche Infineon e Sap hanno registrato rispettivamente un +4,8% e un +1,9% e la francese Alcatel un +5,8% per cento. In controtendenza alcuni selezionati titoli come le francesi Essilor (-1,4%) e Suez (-1,2%) e la tedesca Adidas (-3%).

A Piazza Affari cambia segno Pirelli & C, che ha ceduto il 4,95% terminando a 7,2 euro per azione, dopo aver registrato un trend di forti rialzi da inizio anno. A penalizzare il titolo è giunta ieri in mattinata la revisione al ribasso del giudizio da parte degli analisti di Bank of America Merrill Lynch, che preferisce alla società italiana la tedesca Michelin (-0,5%) giudicata più a buon mercato. Alti i volumi degli scambi (8,112 milioni di azioni), quasi doppi rispetto alla media registrata dal titolo da inizio anno.

Sempre a Milano diverse gradazioni per i titoli della galassia Agnelli: Exor è rimasta sostanzialmente stabile (+0,20%), mentre Fiat ha segnato un +1,47% e Fiat Industrial un +2,8 per cento. Bene anche Impregilo (+2,89%), Atlantia (+2,24%) e Prysmian (+2,21%). A rallentatore, invece, Luxottica (+0,4%), Buzzi Unicem (+0,44%) e Diasorin (+0,51%), mentre il segno meno ha preceduto la chiusura di Lottomatica (-0,5%).

 

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