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Tregua in Borsa, i Btp restano a quota 7%

di Stefania Tamburello

ROMA — Il succo della reazione dei mercati alle novità della politica può essere riassunta nell'auspicio del nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti che dice di «confidare in un rasserenamento verso l'Italia». Perché, dopo l'ennesima giornata di tensioni e di quotazioni in altalena, si può solo puntare sull'impegno e la speranza per immaginare il ritorno di fiducia degli investitori. Che guardano ormai con preoccupazione anche al resto d'Europa, Francia in testa. Non per nulla sono le parole del presidente della Commissione europea José Barroso, «la crisi europea è sistemica», a dare la svolta negativa alla giornata. Che si è chiusa per l'Italia con rendimenti resistenti sulla soglia critica del 7% dei Btp decennale e lo spread con i Bund tedeschi di uguale durata sempre sopra quota 500 punti a 519 punti base. Tensione in aumento sui titoli francesi, il cui differenziale coi corrispondenti tedeschi ha superato i 195 punti, che sembrano pochi rispetto a quelli a cui l'Italia è purtroppo abituata, ma rappresentano l'ennesimo record per il paese su cui pende il rischio di un declassamento del rating dalla tripla A. «È un livello ingiustificato», ha precisato la portavoce del governo francese Valerie Pecresse
Le Borse europee sono state invece sostanzialmente ferme, influenzate dalle tensioni sui debiti sovrani. Piazza Affari ha tentato più delle altre la strada del rialzo sulla scia delle notizie provenienti dal Quirinale sulla presentazione dei componenti del nuovo esecutivo a guida Monti. In chiusura Milano ha messo a segno un rialzo dello 0,79%, Parigi dello 0,52% e Madrid dello 0,81% mentre retrocedono Francoforte dello 0,33% e Londra dello 0,15%.
Le quotazioni ieri hanno aperto nel segno dell'attesa, reagendo con grande nervosismo ad ogni piccolo segnale. In particolare sono stati gli sbalzi sui titoli pubblici a dare il ritmo della giornata, in cui gli operatori hanno segnalato un ritorno più consistente degli acquisti da parte della Bce su Btp e Bonos spagnoli. E con l'aumento della paura per il contagio della crisi dei debiti sovrani, cresce anche il dibattito sull'attuale ruolo della Banca centrale europea, difeso in particolare dai tedeschi: ieri la cancelliera Angela Merkel ha ribadito che la Bce non può risolvere i problemi dell'Eurozona perché i trattati non lo consentono. Utilizzare Eurotower «per risolvere la crisi dei debiti sovrani sarebbe una soluzione peggiore dei mali» ha ripetuto a sua volta il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. I mercati «continuano ad essere molto nervosi e la migliore risposta è attuare le misure previste per fronteggiare la situazione» ha detto invece il portavoce del commissario Olli Rehn.
Rassicurazioni sui margini di finanziamento delle banche italiane, intanto, sono state date ieri dal responsabile delle attività di banca centrale di Bankitalia, Franco Passacantando secondo il quale «ci sono ancora più di 100 miliardi di attività utilizzabili per rifornirsi di liquidità presso la Bce».
 

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