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«Tre tappe per salvare l’euro»

Quello di ieri si poteva chiamare vertice, almeno secondo il vocabolario di Mario Monti che ai giornalisti ha rimproverato un’eccessiva facilità nell’uso della parola «vertici» visto che spesso finiscono senza dare risultati. Ma il summit con Francois Hollande, anche se non ha messo sul tavolo frutti concreti, ha rinsaldato una visione sulle prossime tappe per mettere in sicurezza l’euro. Una posizione politica che vale tanto più oggi mentre si sta giocando una partita complicata tra la Bce, la Bundesbank, Berlino, la Consulta tedesca. Dunque, quella «unità di vedute» come sia Monti che Hollande l’hanno chiamata, serve a dare sostegno politico alle prossime mosse delicate di Mario Draghi, tant’è che il presidente francese preferisce non rispondere a una precisa domanda proprio per non turbare un clima già fragile. E comunque, in quelle «tre tappe» di cui parla esplicitamente Hollande, tutti i protagonisti europei sono coinvolti. «Si tratta di realizzare le decisioni del consiglio Ue di giugno; risolvere i problemi di Grecia e Spagna e realizzare l’unione bancaria», così le spiega in conferenza stampa col premier italiano dopo il faccia a faccia a Villa Madama.
E Monti puntella quelle tappe: «Il presidente Hollande e io veglieremo affinché le decisioni dell’ultimo vertice Ue per combattere lo spread siano completamente realizzate». Accordi in base ai quali i Paesi che ricorrono allo scudo anti-spread – e «che hanno fatto i compiti a casa» – non dovranno essere penalizzati con sacrifici finanziari ulteriori. Insomma, affermazioni molto nette per cercare di orientare la partita politica che si sta giocando tra falchi e colombe tedesche (e non solo) e scacciare le incertezze che i mercati continuano ad avere sulla moneta. «Se vogliamo ripristinare la fiducia, non dobbiamo avere dubbi sulla zona euro», ha scandito un Hollande molto tonico che con Monti dava già appuntamento al prossimo vertice italo-francese di dicembre. E qui arriva un’altra presa di posizione ferma. Parla Monti: «Ci rivedremo a Lione, segno concreto della nostra volontà di dare concreta realizzazione alla Tav, opera fondamentale».
Quando si rivedranno molto sarà stato già deciso in Europa su quelle tre tappe per la salvezza dell’euro. Almeno sul fronte dello scudo anti-spread che tanta disparità di finanziamento crea ai diversi paesi europei, con evidenti ripercussioni sulla crescita. «Fare i compiti a casa è necessario ma non sufficiente: occorre che se un Paese realizza i progressi, ci sia un riconoscimento da parte dell’Ue affinchè non persistano dei grandi ostacoli degli spread che sarebbero privi di riferimento all’andamento dell’economia». Le parole di Monti hanno ben presente le valutazioni della Banca d’Italia che valuta in 200 punti il corretto spread italiano, ben sotto gli oltre 400 di oggi. «È vero quello che dice Monti: ci sono Paesi in cui i tassi di interesse sono troppo elevati, tutti dobbiamo contribuire a far rientrare questi spread», ha insistito Hollande. Quanto alla Bce «prenderà le sue decisioni in autonomia e non commento oltre», ha chiuso il presidente francese visto che giovedì sarà un giorno clou per Draghi.
La crescita è l’altra parola d’ordine anche se la questione della stabilità finanziaria tiene tutto in stand by. «C’è una grande sinergia nello spingere sulla crescita non inflazionistica o fondata su squilibri di bilancio», diceva Monti ma i cronisti da lui volevano sapere più delle questioni interne e di cosa bisogna aspettarsi dagli incontri (a partire da oggi) con imprese e sindacati. Il premier inizia con l’ironia: «Come sapete non ho fatto promesse in campagna elettorale», poi pungola le parti sociali. «Devono acuire i loro sforzi: è il momento di lavorare insieme per creare lavoro, tema centralissimo. L’obiettivo è la produttività». Oltre l’Ue, non poteva mancare nel colloquio tra Hollande e Monti, la questione-Siria e la grave emergenza anche umanitaria di questi giorni. «Alla luce della situazione sempre più precaria del regime di Assad abbiamo avviato un esercizio di concertazione sul periodo post Assad», ha annunciato Monti. E anche lì non c’è più tempo da perdere.

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