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Tre proposte per Alitalia “Ma prima va ristrutturata”

Tre proposte vincolanti per Alitalia. Ci sono Lufthansa e easy-Jet, che, hanno confermato ufficialmente il proprio interesse per la guida della compagnia. Ci sarebbe anche la low cost del Centro Europa Wizz Air. Prima di avviare una qualsiasi trattativa, tutti chiedono però una preventiva e profonda ristrutturazione della compagnia. Le proposte contengono diversi paletti: come la messa a punto dell’azienda, in alcuni casi uno spacchettamento delle attività di lungo e di medio raggio oppure la drastica riduzione del personale.
Tutti passaggi che dovranno essere avviati dai commissari prima della vendita vera e propria. Nessuno dei contendenti ha interesse a comprare Alitalia nelle attuali condizioni. Lo dicono chiaramente i tedeschi che parlano di « una New Alitalia ristrutturata. Così com’è oggi – spiegano fonti Lufthansa – non ci interessa».
Inoltre la trattativa dovrà essere avviata alla presenza di un governo nella pienezza dei poteri. Questo perché sia gli inglesi ( in cordata con Air France- Klm, Delta e il fondo Cerberus) sia i tedeschi, temono che un’eventuale discussione in esclusiva, potrebbe cadere sotto i colpi di un clima di incertezza politica o avvelenata da veti incrociati.
Per arrivare ad un accordo soddisfacente per commissari e acquirenti, occorrerà quindi affrontare e risolvere molti rebus: prima di tutto la ristrutturazione per uomini e flotta. Poi il via libera del nuovo governo, dei sindacati e infine quello dell’Antitrust Ue.
Tutti passaggi che richiedono mesi di incontri e faccia a faccia, nel percorso in esclusiva che dovrebbe partire, salvo ripensamenti, il primo maggio. Anche se, una volta studiate le tre offerte, questa data potrebbe slittare ai primi di novembre, grazie a un decreto che rinvii di sei mesi tutte le scadenze.
Quello che i sindacati sanno è che una ristrutturazione profonda dell’azienda è inevitabile. Nei prossimi mesi si dovrà quindi passare prima di tutto per una riduzione massiccia dei dipendenti che, a seconda delle opzioni sul tavolo, va dalle 6mila alle 4.500 unità in meno rispetto alle 11.500 di oggi. Dietro le quinte gli ambasciatori sindacali e aziendali, si muovono da mesi per cercare di trovare un punto di arrivo che non scateni la rabbia dei lavoratori e che possa garantire ai nuovi proprietari una certa agilità nella gestione della compagnia.
Lufthansa chiede l’uscita di poco meno di 6mila persone, anche se un accordo sembra essere a portata di mano a quota 5mila. Nel dettaglio 3mila sono i dipendenti dell’handling che sono già prossimi all’uscita – ci sono tre offerte anche per questo settore – mentre tra prepensionamenti e ricollocamenti si troveranno gli altri 1.500 o 2mila.
Ma sullo sfondo c’è chi contempla (o forse sogna) l’ipotesi di un’Alitalia che possa ballare da sola: sia Luigi Di Maio, sia Matteo Salvini, immaginano con diverse sfumature – la rinascita della compagnia. Magari alleata con altri vettori dalle spalle più larghe.
Intanto oggi i commissari incontreranno i ministri competenti per fare il primo punto sulle offerte ricevute.

Lucio Cillis

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