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Tre offerte Usa per le good bank

In gara i fondi Apax, Lone Star e Apollo: il 20 luglio prevista la scadenza
È prevista per il prossimo 20 luglio la scadenza per le offerte sulle good bank di Marche, Etruria, Casse di Chieti e Ferrara. E in campo, per un acquisto «in blocco» dei 4 istituti salvati ci sarebbero tre dei maggiori fondi di private equity internazionali, cioè Apax, Lone Star e Apollo.
Tuttavia, secondo i rumors in circolazione, nei prossimi giorni potrebbero materializzarsi anche offerte per le singole banche da parte di istituti di credito regionali. E, infine, potrebbero arrivare proposte distinte per le attività assicurative delle 4 banche, asset che (seppure di dimensioni ridotte) avrebbero riscontrato un discreto interesse. A dover fare un bilancio fra una settimana saranno gli advisor di Société Générale, che stanno lavorando a fianco del presidente Roberto Nicastro .
Le offerte «in blocco» dovrebbero comunque arrivare soltanto da soggetti finanziari. Non è un caso che i tre fondi interessati siano Apollo, Lone Star e Apax: cioè gruppi specializzati proprio in investimenti nel settore finanziario. In Italia Apax ha rilevato, nei primi anni 2000, il gruppo finanziario Azimut, portandolo in Borsa per poi uscire progressivamente dal capitale. Qualche anno dopo la stessa Apax ha rilevato poi Banca Farmafactoring, per poi rivenderla lo scorso anno al fondo Centerbridge.
Lo stesso può dirsi per Lone Star ed Apollo, che non hanno finora effettuato investimenti di rilievo nel settore bancario italiano, ma che hanno maturato una forte esperienza a livello internazionale in questo settore. Fino ad oggi Lone Star e Apollo hanno provato a farsi avanti su diversi dossier fra i quali Interbanca: operazione poi tramontata visto che la controllata di General Electric sembra ormai a aun passo da essere acquistata da Banca Ifis.
Infine Apollo, che ha acquistato diversi asset assicurativi in Italia, ha anche fatto un’offerta (bocciata) per acquistare la genovese Banca Carige, proprio con l’obiettivo di costituire un grande polo it?aliano di banche regionali unendo l’istituto ligure con le good bank di Marche, Etruria, Casse di Chieti e Ferrara.
Ma il vero problema sarà l’entità economica delle offerte sulle quali sarà alzato il sipario dal 20 luglio. Nelle offerte preliminari infatti, secondo i rumors, non si sarebbe andati oltre una forchetta di prezzo compresa tra 500 e 800 milioni di euro.
Complice la Brexit e la forte discesa del settore bancario, è ipotizzabile pensare che i multipli che verranno applicati alle 4 good bank dai tre compratori finanziari saranno nella parte bassa della forchetta di prezzo. Insomma, le attese di prezzo potrebbero essere assai deludenti, se si pensa che soltanto nella primavera scorsa le aspettative dei venditori e del presidente Roberto Nicastro erano di una valutazione ben superiore al miliardo di euro. Inoltre è il caso di ricordare che, se le offerte si avvicineranno a 500 milioni, l’incasso sarebbe pari a meno d un terzo di quanto è stato versato dal sistema bancario circa un anno fa per ricapitalizzare e salvare i 4 istituti.
Il rischio in questa fase finanziaria, secondo alcuni addetti ai lavori, sarebbe quindi quello di una svendita degli istituti nati dal salvataggio. In ogni caso, secondo gli impegni presi con Bruxelles, la dismissione di Marche, Etruria, Casse di Chieti e Ferrara dovrà avvenire entro il prossimo 30 settembre.

Carlo Festa

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