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Tre grimaldelli in mano al fisco

di Andrea Bongi

Redditometro, spesometro, comunicazioni dei beni dati in godimento ai soci, ecco le chiavi d'accesso del fisco ai patrimoni dei contribuenti. Si tratta di veri e propri «grimaldelli» attraverso i quali i funzionari del fisco possono ricostruire, in maniera estremamente precisa, l'ammontare del patrimonio dei contribuenti italiani e la sua composizione.

Sulla base della mappatura che ne può derivare è ovvio che una nuova imposta di natura patrimoniale, destinata cioè a colpire non i redditi prodotti bensì la diversa manifestazione di ricchezza costituita dal possesso dei beni, potrebbe trovare già pronte le sue basi imponibili.

Il censimento dei patrimoni è ovviamente solo uno dei riflessi delle comunicazioni telematiche di dati ed informazioni che scaturiscono dal nuovo redditometro, dalle comunicazioni ai sensi dell'articolo 21 del dl 78/2010 (c.d. spesometro) nonché dalle comunicazioni in rodine ai beni concessi in godimento dalle società ai propri soci o familiari di cui all'articolo 2 del dl 138/2011.

L'obiettivo primario, esplicitato a chiare lettere in ognuno dei provvedimenti istitutivi di tali obblighi comunicativi, è ovviamente quello della ricostruzione induttiva del reddito dei contribuenti e l'inserimento degli stessi in apposite liste del rischio di evasione.

Queste informazioni confluiranno nelle banche dati dell'anagrafe tributaria e grazie al codice fiscale del contribuente – vera e propria chiave d'accesso dell'anagrafe tributaria – potranno essere estrapolate in qualsiasi momento con estrema facilità e velocità.

Tali informazioni andranno ad aggiungersi a quelle già a disposizione del fisco provenienti da altre banche dati dell'amministrazione finanziaria quali il pubblico registro automobilistico, il registro nautico, i dati dell'agenzia del territorio e così via.

In ogni momento il fisco potrà dunque scattare la fotografia del patrimonio posseduto da ogni contribuente italiano. Sulla base di questo fermo immagine si potrà poi procedere, con sufficiente grado di approssimazione, alla valorizzazione dei vari assets patrimoniali ed ottenere una valutazione complessiva del patrimonio di ciascun soggetto.

L'esame delle oltre cento voci di spesa contenute nel paniere del nuovo redditometro ed elencate, una per una, nell'applicativo «ReddiTest» messo a disposizione dei contribuenti proprio in questi giorni sul sito internet dell'entrate è una chiara testimonianza di tutto ciò. Grazie alla sua compilazione il contribuente fornisce l'esatta fotografia del suo patrimonio – con relativi investimenti e disinvestimenti di periodo – e delle spese sostenute per il suo mantenimento (ristrutturazioni edilizie, assicurazioni, ecc.).

Stesse considerazioni per le informazioni che verranno inviate al fisco in adempimento del c.d. spesometro. Saranno mappati tutti gli acquisti di beni di importo superiore ai tremila euro effettuati in ciascun periodo d'imposta dai contribuenti italiani con la conseguenza che tali informazioni verranno utilizzate sia per la ricostruzione induttiva del reddito quando tali spese costituiscono un vero e proprio costo, nonché per il censimento patrimoniale del soggetto quando tali spese sono effettuate invece ai fini di investimento.

Dulcis in fundo la nuova comunicazione telematica sui beni d'impresa concessi in godimento a soci o amministratori. Tramite tale adempimento verrà disvelata l'eventuale intestazione fittizia di beni-patrimonio in società ogni volta in cui il reale fruitore degli stessi è il socio o un familiare dell'imprenditore. Anche in questo caso oltre l'effetto reddituale il fisco acquisirà utili e sensibili informazioni in chiave patrimoniale.

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