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Tre controlli per compensare

I decreti ministeriali attuativi per la compensazione dei crediti vantati verso la Pa con i debiti tributari iscritti a ruolo fino al 30 aprile scorso riaprono la corsa alla certificazione. Un percorso a ostacoli per imprese e professionisti che richiede tre attenti controlli su status del debitore, natura del credito e profilo del creditore.
I ritardi
Facciamo un passo indietro. Due anni fa, il Dl 78/2010 ha introdotto limiti alle compensazioni dei crediti e allo stesso tempo ha previsto la possibilità di utilizzare le posizioni creditorie vantate nei confronti della Pa per estinguere le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. Tuttavia le disposizioni restrittive hanno avuto un’immediata applicazione da inizio 2011, mentre la norma di “favore” (se così si può definire un intervento che cerca di attenuare le conseguenze del mancato adempimento dei propri obblighi da parte del settore pubblico) è rimasta sulla carta fino al 2 luglio scorso, giorno in cui sono stati pubblicati in «Gazzetta Ufficiale» i decreti del Mef del 25 giugno (su certificazione e compensazione dei crediti verso regioni, enti locali e del Servizio sanitario nazionale) che si aggiungono a quello del 22 maggio scorso sui crediti verso amministrazioni dello Stato ed enti pubblici nazionali.
In realtà, il meccanismo della certificazione è stato introdotto dalla legge di conversione del decreto anti-crisi di fine 2008 (Dl 185/2008, articolo 9, comma 3-bis). Ulteriori interventi in materia sono arrivati con l’articolo 13 della legge di stabilità 183/2011 e con il decreto fiscale di marzo (Dl 16/2012, articolo 12). La richiesta di certificazione non cristallizza il debito: continuano infatti a maturare gli interessi per il ritardato pagamento, sulla base di quanto previsto dalla normativa o dalle pattuizioni contrattuali tra le parti.
L’utilizzo
Ma a cosa serve? Alla compensazione dei debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 per tributi erariali, regionali o locali, e somme dovute a Inps e Inail (possibilità che sussiste per i crediti verso regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale) ma anche per ottenere un’anticipazione bancaria, eventualmente anche assistita dalla garanzia del Fondo centrale di garanzia, o per procedere a una cessione pro-soluto o pro-solvendo del credito.
La conversione del Dl 52/2012 ha aggiunto un altro possibile utilizzo: l’impresa potrà ottenere, grazie alla certificazione dei crediti verso le pubbliche amministrazioni, il rilascio immediato del Durc, a condizione però che l’ammontare dei crediti sia di importo almeno pari ai versamenti contribuitivi accertati e non ancora versati. La disposizione, però, sarà operativa solo con un Dm del Mef di concerto con il Welfare da adottare entro il 5 settembre 2012 (60 giorni dall’entrata in vigore della legge 94/2012 di conversione del Dl), che stabilirà le modalità attuative e dovrà assicurare l’assenza di riflessi negativi sui saldi di finanza pubblica.
I riscontri
eLa prima verifica da fare riguarda lo status del debitore. I decreti sono indirizzati ai fornitori che vantano un credito nei confronti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici (Dm 22 maggio 2012), così come delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale (Dm 25 giugno 2012). Sono però esclusi dall’ambito applicativo della disposizione i crediti verso gli enti commissariati, ma soprattutto nei confronti delle regioni in deficit sanitario (penalizzando in questo modo ulteriormente le imprese interessate).
rC’è poi la natura del credito. Si deve trattare di un credito non prescritto, certo, liquido ed esigibile che deve derivare da contratti di somministrazione, fornitura e appalto nei confronti dei soggetti sopra menzionati.
tNon vi devono essere inoltre procedimenti giurisdizionali pendenti in relazione al credito in questione, poiché ciò, evidentemente, inibisce la possibilità per la Pa di certificarne la validità. Bisogna poi considerare l’esistenza di un’eventuale esposizione debitoria nei confronti della stessa amministrazione verso cui si vanta il credito: la certificazione potrà essere quindi rilasciata soltanto al netto della compensazione tra posizioni debitorie e creditorie, a meno che il creditore non intenda utilizzare il credito in compensazione di importi iscritti a ruolo.

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