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Tre bonus e un seggiolino per aiutare le famiglie

La novità, forse l’unica, riguarda il contributo per l’acquisto dei seggiolini “anti-abbandono”, seggiolini porta-bimbi dotati di sensori e allarmi per impedire che i bebè possano essere dimenticati in auto. Nella manovra 2019 è stato stanziato un milione di euro per l’attuazione della legge approvata nel luglio scorso. Per il resto però, nel “pacchetto famiglia” che il Parlamento gialloverde sta per varare, ci sono quasi unicamente conferme e rifinanziamenti di misure nate con i governi precedenti. E non l’annunciata valanga di risorse in grado (forse) di rilanciare natalità e riempire culle vuote, in nome (questo l’obiettivo soprattutto leghista) di una famiglia “naturale” e possibilmente italiana. Le misure: nel pacchetto famiglia vengono confermati i tre “bonus”, bonus mamme, bonus bebè e bonus asili nido.
Il bonus mamma consiste in un versamento, una tantum, di 800 euro che vengono consegnate alle prossime mamme intorno al settimo mese di gravidanza. Il bonus bebè prevede un contributo di 960 euro alla nascita del bambino, per famiglie con un Isee tra i 7mila e i 25mila euro. Al di sotto dei 7mila la cifra per i nuovi nati sarà di circa 1900 euro. La novità è che se si tratta di un secondo figlio, la cifra cresce del 20%.
Migliorato lo stanziamento per gli asili nido: il contributo passa da 1000 a 1500 euro all’anno.
Sul fronte dei congedi è stato confermato il congedo obbligatorio di quattro giorni per i neo-papà, con la possibilità di arrivare a cinque giorni. Ed è stata varata, anche, la contraddittoria misura che prevede la possibilità per le future madri di restare al lavoro fino al nono mese compreso. E poter fruire così di tutti e cinque i mesi dopo la nascita del bambino. Decisione fortemente criticata s dai sindacati, perché potrebbe diventare un’arma di ricatto da parte dei datori di lavoro verso le donne precarie e meno garantite. Costrette di fatto a restare al lavoro fino quasi al parto.
Oggi, invece, quei cinque mesi obbligatori sono l’ultima vera tutela per le lavoratrici, in aziende sempre più ostili alla maternità.
Grandi assenti della manovra le misure a sostegno dei disabili e delle loro famiglie, nonostante la presenza di un ministro della Famiglia e della Disabilità.
Previsto un aumento delle detrazioni da 400 a 800 euro per i figli con handicap e poco altro.
In realtà, come spiega Stefano Lepri, deputato Pd, «a conti fatti per la famiglia questo governo ha stanziato un miliardo e 721 milioni di euro, contro un miliardo e 839 milioni di euro del centrosinistra». Quindi 118 milioni in meno. Aggiunge Lepri: «Un confronto impietoso, se pensiamo che Salvini e Di Maio hanno fatto propaganda, dicendo che sarebbero stati il governo delle culle piene.
Invece i veri investimenti sono andati altrove. Per rilanciare la natalità servono misure strutturali, come ad esempio l’assegno universale per i figli a carico che noi avevamo proposto. Ossia un contributo fisso e certo per ogni bambino fino ai 18 anni di età».
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