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Trattative in salita sui bond greci di diritto estero

di Corrado Poggi

Scoppia una nuova grana tra le mani del Governo greco. I detentori di titoli di debito ellenico emessi in base a leggi straniere – dunque non coperti dall'accordo di ristrutturazione da 197 miliardi siglato il mese scorso che riguardava solo i titoli emessi in base alla legge nazionale – stanno infatti bocciando in maggioranza i termini offerti dall'esecutivo di Atene. La natura del processo di negoziato prevista per i bond di diritto straniero contribuisce a complicare la situazione. Se nel caso dei bond di diritto greco gli investitori erano stati chiamati a votare in aggregato e dunque la maggioranza aveva potuto imporre l'accettazione dell'accordo a tutti, in questo secondo tavolo negoziale occorre invece pronunciarsi caso per caso, dunque 36 riunioni di comitati di obbligazioni per 36 emissioni.
Come indicato dal Governo, gli incontri si sono tenuti fra il 27 e il 29 di marzo e solo in 16 casi su 36 si è votato per accettare la ristrutturazione per complessivi 15,3 miliardi mentre in 11 casi la proposta è stata bocciata e in altri 9 la riunione è stata aggiornata per mancanza del quorum legale. Rimane dunque da trovare l'intesa su bond per un totale di 11,5 miliardi e il Governo greco ha già ripetuto a più riprese nel corso delle scorse settimane di non avere il denaro per ripagare le obbligazioni al loro valore nominale. Uno dei comitati di creditori che hanno respinto l'offerta è costituito dai titolari di bond per 450 milioni di euro che verranno a scadenza il 15 di maggio, la scadenza più vicina per quanto riguarda il debito greco internazionale. Il Governo ha 30 giorni per effettuare il pagamento una volta che il bond è giunto a scadenza e questo potrebbe essere uno dei primi impegni che ricadranno sulle spalle del nuovo esecutivo che uscirà dalle elezioni che indicativamente dovrebbero tenersi il 6 di maggio.
Nel frattempo il Governo in carica spera che nei nove casi in cui la riunione è stata rinviata si possa arrivare a una soluzione positiva e che negli altri casi si possa giungere a un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Il ministero delle Finanze ha intanto provveduto a indicare nel 18 di aprile la nuova scadenza entro la quale i comitati che non hanno ancora raggiunto una decisione dovranno comunicare la loro posizione mentre per gli altri casi, in cui è già stato annunciato un rifiuto, è probabile che si aprano nuovi negoziati tra le parti. Dopo aver chiesto ai detentori di bond di diritto greco di accettare perdite di oltre il 70% del valore nominale, il governo di Lucas Papademos non può tuttavia permettersi di accordare a chi ha acquistato bond di diritto straniero condizioni migliori. «C'è in primo luogo una questione di giustizia che non si può trascurare – ha spiegato a Radiocor un operatore di mercato – e in secondo luogo c'è una questione di disponibilità da parte del governo. Entrambe le parti in realtà hanno interesse a trovare un accordo anche per evitare gli altri costi di un ricorso alle vie legali ma la crisi greca non smette mai di sorprendere e dunque ogni soluzione resta possibile».

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