Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Trattativa a oltranza per salvare Alitalia. Esuberi, slitta l’incontro con i sindacati

Al decimo giorno di trattativa tra i soci di Alitalia che se non viene patrimonializzata al più presto rischia di portare i libri in tribunale, i sindacati invocano un incontro con il governo. Una decisione presa dopo il quarto rinvio dell’incontro con l’azienda previsto per ieri sera. L’esecutivo però sarebbe già sceso in campo, davanti allo stallo prolungato del consiglio di amministrazione, riunito da lunedì 12 dicembre e ancora aperto nell’attesa che i soci trovino l’accordo per dare il via libero al nuovo piano industriale. Nel ruolo di «facilitatori», dietro le quinte, starebbero agendo il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, che ieri con il ceo di Alitalia ha partecipato all’inaugurazione a Fiumicino del nuovo molo per i voli extra Schengen; il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda e il premier Paolo Gentiloni.

Il negoziato, seguito da un preoccupatissimo Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Alitalia, è proseguito in modo febbrile per tutto il giorno, tra telefonate e incontri continuati fino a notte fonda. Dopo Intesa Sanpaolo, anche Unicredit ha dato la disponibilità a sostenere il piano industriale della compagnia. Ma per sbloccare le linee di credito per 180 milioni già approvate, e attualmente congelate, si devono realizzare alcuni requisiti di capitale, che ancora non ci sono. L’impegno di Etihad a convertire in strumenti partecipativi il prestito ad Alitalia per 230 milioni di dollari non basta. Uno degli snodi, su cui insistono il ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier e il suo direttore generale Gianni Franco Papa, è l’ingresso nella partita di Generali. Il gruppo di assicurazioni ha sottoscritto un bond Alitalia per 300 milioni, al momento però non avrebbe intenzione di trasformare l’obbligazione in altri strumenti.

La situazione è drammatica, le casse sono vuote e il patrimonio azzerato. «Anche con risorse fresche e il nuovo piano industriale Alitalia però non andrà molto lontano», sostiene Andrea Giuricin, docente di economia dei trasporti alla Bicocca e analista dell’Istituto Bruno Leoni. E spiega: «Il nuovo piano prevede tagli di 1600-2000 persone e di lasciare a terra tra i 20 e 40 aerei di corto e medio raggio, per focalizzarsi sul lungo raggio. Il problema è che bisogna alimentare il lungo raggio con i voli a corto raggio (feederaggio). Ma se Alitalia lo ridimensiona, anche gli aerei a lungo raggio si riempiranno meno». La proposta di collaborazione di Ryanair è «molto complicato». Inoltre per rendere profittevoli le rotte di lungo raggio di solito servono almeno 2 anni. Quindi? Le soluzioni sono due: un avvicinamento di Lufthansa, sul modello di quanto avvenuto per Air Berlin, con un passo indietro di Etihad, che resterebbe però azionista. O un salvataggio pubblico, poco probabile visto che dal 2008 a oggi Alitalia è già costata ai contribuenti oltre 6 miliardi .

Giuliana Ferraino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Unione e dell’Italia rappresentano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con un coordinamento esemplare, le due maggiori economie mondiali hanno rilasciato una "doppietta" d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il 2021 offre un parziale esonero contributivo, pari a un massimo 3mila euro, a lavoratori autonomi ...

Oggi sulla stampa