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Trasparenza, omissioni sanabili

I contribuenti che intendono avvalersi del regime fiscale premiale introdotto dal dl n. 201/2011, che debutterà nel 2013, devono manifestare preventivamente l’opzione nella dichiarazione annuale dei redditi per il 2011, di prossima presentazione.

A tal fine, nel modello Unico persone fisiche e in quello delle società di persone sono state previste, rispettivamente, le caselle RS36 e RS44, che dovranno essere barrate, appunto, da coloro che vogliono esercitare l’opzione. In proposito, non sono da escludere però novità: come anticipato da ItaliaOggi il 21 giugno scorso, infatti, l’amministrazione finanziaria sta studiando la predisposizione di un apposito modello per veicolare la manifestazione dell’opzione. In ogni caso, è da ritenere che la mancata, preventiva manifestazione di volontà non pregiudichi la possibilità di aderire al nuovo regime fiscale, trattandosi di un’omissione suscettibile di sanatoria (onerosa) ai sensi dell’art. 2, comma 1, del dl n. 16/2012.

I destinatari e le caratteristiche del nuovo regime. Il regime premiale per promuovere la trasparenza, istituito dall’art. 10 del citato dl n. 201/2011, è riservato a coloro che svolgono attività artistica, professionale o d’impresa in forma individuale, oppure attraverso le forme associative di cui all’art. 5 del Tuir, e comporta i seguenti benefici:

a) semplificazione degli adempimenti amministrativi;

b) assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’amministrazione finanziaria;

c) accelerazione del rimborso o della compensazione dei crediti Iva;

d) esclusione, per i contribuenti non soggetti agli studi di settore, dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;

e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento (eccetto che nel caso di violazioni comportanti l’obbligo di denuncia per i reati tributari del dlgs n. 74/2000)

I suddetti benefici si applicano a condizione che il contribuente:

– provveda all’invio telematico all’amministrazione dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;

– istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività.

L’Agenzia delle entrate, inoltre, definirà concretamente i benefici di cui alle lettere a), b) e c), prevedendo in particolare:

– la predisposizione automatica da parte dell’Agenzia delle liquidazioni periodiche Iva, dei modelli di versamento e della dichiarazione Iva, del modello 770 semplificato, del modello Cud e dei modelli di versamento periodico delle ritenute

– la soppressione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale;

– l’anticipazione del termine di compensazione del credito Iva, l’abolizione del visto di conformità per compensazioni superiori a 15 mila euro e l’esonero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva.

Ai contribuenti che non si trovano in regime di contabilità ordinaria, inoltre, saranno concessi i seguenti ulteriori benefici:

– determinazione del reddito Irpef secondo il criterio di cassa e predisposizione in forma automatica da parte dell’Agenzia delle dichiarazioni Irpef e Irap;

– esonero dalla tenuta delle scritture contabili ai fini delle imposte dirette e dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;

– esonero dalle liquidazioni, dai versamenti periodici e dal versamento dell’acconto ai fini Iva.

Il comma 6 dell’art. 10 stabilisce che le disposizioni di cui sopra operano «previa opzione da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione delle medesime».

Necessità dell’opzione preventiva e sanatoria dell’omissione. Dal tenore dell’ultima disposizione sopra richiamata, si evince che l’opzione per il regime premiale, in deroga ai principi generali fissati dal regolamento di cui al dpr n. 442/97, deve essere manifestata preventivamente in modo esplicito e non può, quindi, essere attivata attraverso il comportamento concludente. Da qui le possibili titubanze nel dover esercitare l’opzione con largo anticipo, e soprattutto, in fase di prima applicazione, senza che siano ancora stati definiti nei dettagli tutti i contenuti premiali del nuovo regime, rimessi ai provvedimenti che deve adottare l’Agenzia delle entrate. Al di là delle soluzioni allo studio, è da osservare che, come si diceva, l’omissione dell’opzione preventiva non dovrebbe preclude la fruizione del regime premiale, sembrando la situazione riconducibile alla tutela normativa introdotta dall’art. 2, comma 1, del dl n. 16/2012. Questa disposizione, infatti, stabilisce che la fruizione di benefici di natura fiscale o l’accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa, salvo che la violazione sia stata constatata o siano iniziate verifiche, ispezioni ecc., qualora il contribuente:

a) sia in possesso dei requisiti sostanziali richiesti

b) effettui la comunicazione o esegua l’adempimento entro il termine della prima dichiarazione utile

c) versi contestualmente la sanzione minima prevista dall’art. 11, comma 1, del dlgs n. 471/97, ossia l’importo di 258 euro.

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