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Trasparenza fiscale, Italia al top

L’Italia rispetta gli standard di trasparenza fiscale fissati dall’Ocse, migliorando nettamente la propria performance del primo rilievo del 2011. Unica nota dolente è la rapidità nella trasmissione delle risposte alle amministrazioni straniere. Ad affermarlo è la peer review del secondo round del «Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali» dell’Ocse. Una promozione a pieni voti, quindi, visto che nel 2017, il giudizio complessivo valuta l’Italia «compliant», che rispetto al 2011 risultava «partially compliant».

I principali progressi attuati dall’amministrazione fiscale riguardano le problematiche rilevate all’interno del report 2011: la tempistica della ratifica dei trattati riguardanti lo scambio di informazioni su richiesta e l’efficacia nello scambio di informazioni. Per quanto riguarda il primo aspetto, si è notato che l’Italia ha migliorato le tempistiche della ratifica delle convenzioni multilaterali, che tuttavia rimangono superiori ai due anni. Passi avanti sono stati mossi anche nell’efficacia della trasmissione delle informazioni. L’autorità fiscale, infatti, ha avviato misure al fine di monitorare le scadenze per la gestione delle richieste in entrata. Inoltre, è stato avviato un sistema per fornire aggiornamenti sulle domande, dove le informazioni non possono essere fornite entro 90 giorni. In generale, quindi, le tempistiche risultano minare l’efficacia nell’operato delle amministrazioni.

L’Italia dispone di una vasta rete di partner di scambio di informazioni che comprende 146 giurisdizioni ed è fortemente coinvolta nello scambio di informazioni pratiche, come dimostra il grande volume di informazioni in entrata e in uscita durante il periodo esaminato (dal 1° ottobre 2013 al 30 settembre 2016). Sempre secondo l’organizzazione, la pratica italiana dello scambio di informazioni prevede, in generale, un efficace scambio di informazioni, anche se, all’interno del report, si raccomanda di monitorare le misure recentemente introdotte per razionalizzare ulteriormente il processo di scambio di informazioni in modo che tutte le richieste siano recepite tempestivamente.

Matteo Rizzi

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