Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Trasferte, l’Irap allarga lo sconto

Nel concetto di costo del lavoro computabile nel calcolo della deduzione Irap dalle imposte sul reddito entra a pieno titolo l’indennità di trasferta. Questo chiarimento prodotto dalla circolare 8/13 è certamente positivo e favorevole per il contribuente poiché incrementando il dato del costo del lavoro, incrementa indirettamente l’importo dell’Irap deducibile da Ires o Irpef. Tuttavia la mancata citazione da parte della circolare delle indennità chilometriche ha sollevato il legittimo dubbio se anche queste somme facciano parte del costo del lavoro utilizzabile nel conteggio della deduzione Irap.
Al riguardo è stata avanzata la tesi che la mancata citazione abbia un significato preciso: differenziare le indennità di trasferta da quelle chilometriche nel senso che le prime fanno parte del costo del lavoro mentre non sarebbe così per le seconde. La tesi poggia su un presupposto: le indennità chilometriche dal 2008 sarebbero deducibili dall’Irap, differentemente da quanto è stato sostenuto per il passato dalla stessa agenzia delle Entrate. La deducibilità sarebbe spiegabile dalla circostanza che mentre le indennità forfettarie sono rimborsi, appunto, forfettari per il percipiente, le indennità chilometriche nella fiscalità del lavoratore dipendente o del collaboratore a progetto (anche amministratore di società) sono rimborsi analitici a pie’ di lista, come ha riconosciuto la circolare 326/1997. A sostegno di ciò si segnala anche che le istruzioni alla determinazione dell’Irap nel modello Unico non citano più in modo esplicito l’indeducibilità delle indennità chilometriche, come invece si faceva nel modello Unico fino al periodo d’imposta 2007.
Si ritiene che la questione, sebbene oggettivamente dubbia, sia diversamente inquadrabile. Il punto di partenza per capire se un componente negativo entri nel computo della deduzione Irap è verificare se si manifestano i due presupposti di cui all’articolo 2 comma 1 del Dl 201/2011. Tali elementi sono : 1) che si tratti di costo del lavoro dipendente o assimilato e 2) che si tratti di costi imponibili ai fini Irap. Le indennità chilometriche sono certamente parte del costo del lavoro dipendente o assimilato, e ciò è stato riconosciuto dalla circolare 27/E/09, paragrafo 1.4, che trattando dell’argomento cita le indennità di trasferta e altri emolumenti (la citazione è esemplificativa e non esaustiva tanto che si conclude con un «etc…») come elementi della retribuzione, non rilevando se sono tassabili o meno in capo al percettore. Il punto fondamentale è però giudicare se le indennità chilometriche sono rimaste non deducibili ai fini Irap nella determinazione della base imponibile scaturita dalle modifiche eseguite dalla legge 244/07. Chi scrive ritiene che non vi sia traccia significativa nella prassi dell’agenzia delle Entrate per concludere che sul punto sia stato cambiato l’indirizzo di indeducibilità precedentemente sostenuto (circolare 141/1998).
La questione centrale è ben riassunta proprio nella citata circolare 27/E/09, in cui si distinguono i rimborsi corrisposti al dipendente o assimilato che in quanto analitici costituiscono proventi di chi ha erogato la prestazione ed ha tassato ai fini Irap il provento stesso (somme deducibili dall’Irap del soggetto che ha invece erogato il rimborso), rispetto alle indennità che invece sono elementi della retribuzione , cioè somme sulle quali nessuno versa Irap. In altri termini il rimborso analitico della spesa per un pasto determina un provento che il ristoratore sottoporrà a tassazione ai fini Irap, mentre l’indennità chilometrica erogata al dipendente o assimilato non genera alcun provento per una controparte che quindi versi Irap sul provento stesso. Questo distinguo rende difficilmente controvertibile la tesi della indeducibilità ai fini Irap delle indennità chilometriche anche nel vigente scenario normativo. Ma se tali somme mantengono la indeducibilità ai fini Irap, in quanto componenti del costo del lavoro, si manifestano le due condizioni richieste dall’articolo 2 del Dl 201/11 per affermare che esse fanno parte del costo del lavoro computabile nel calcolo della deduzione Irap. È chiaro che questa conclusione sarebbe stata più univoca in presenza di una inequivocabile conferma da parte della circolare 8/13, ma si ritiene che la mancata citazione delle indennità chilometriche non possa far concludere nella direzione della esclusione di tali somme dal conteggio, a meno di non ritenere le stesse deducibili ai fini Irap, tesi che, per le ragioni suesposte, non sembra sostenibile.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Gaetano Miccichè lascia il consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup. Il presidente della div...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se mai ci fosse stato un dubbio, il Csm ha messo nel mirino tutta la situazione che sta incendiando...

Oggi sulla stampa