Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Trasferire le tecnologie per innovare il made in Italy»

La rivoluzione digitale, già avviata da tempo, ha trovato nella pandemia terreno fertile per progredire a un ritmo incalzante. Il Covid ha però messo anche in risalto il bisogno di collaborazione tra uomo e digitale verso un’evoluzione che non lo esclude. «Governi ed imprese stanno infatti mettendo in campo nuove soluzioni per creare nuovi modelli di business e sociali, guidati da un’innovazione più antropocentrica» commenta Andrea Poggi, Innovation Leader North & South Europe Deloitte.

Vede nell’innovazione la soluzione per uscire da questa crisi?

«Possiamo far ripartire il Paese solo se usiamo l’innovazione come stella polare e come chiave per rilanciare il sistema Italia. L’innovazione è fondamentale per uscire dalla pandemia e gestire la nuova normalità, sia da un punto di vista industriale che sociale».

Per accelerare la crescita lei parla di “trasferimento tecnologico”. Cosa intende?

«Ci sono due modi di fare innovazione: attraverso ricerca interna diretta che però richiede tempi di esecuzione lunghi e grandi disponibilità di risorse economiche, o attraverso il trasferimento tecnologico, quel processo in grado di mettere in contatto idee brillanti, nonché startup innovative provenienti dal mondo della ricerca o della giovane imprenditoria, con realtà più strutturate del mondo delle imprese, ponendo al centro del processo di innovazione l’uomo. Si accorciano i tempi di una eventuale ricerca proprietaria e servono investimenti minori».

L’Italia è al passo rispetto agli altri Paesi europei?

«L’Italia è molto indietro e il tempo è fondamentale. All’estero il trasferimento tecnologico è una leva già diffusa. I dati più recenti ci dicono che il nostro Paese investe l’1,43% del Pil in Ricerca e Sviluppo, mentre Germania e Francia impiegano, rispettivamente, il 3,13% e il 2,19% del loro Pil».

Ma in quanto a competenze e creatività l’Italia ha sempre primeggiato…

«L’Italia, per creatività ha una marcia in più. Purtroppo, accade spesso che il risultato del lavoro di ricerca rimanga pura teoria. O che sia frutto di cervelli italiani in fuga, attratti da Paesi più competitivi del nostro, in grado di valorizzare maggiormente l’innovazione e le sue menti creative».

Come sfruttare al meglio i fondi in arrivo dall’Europa?

«Dovremmo usare i 209 miliardi messi a disposizione da Next Generation EU, per sostenere la creatività e la ricerca italiana, che sono eccellenze rispetto al panorama europeo e trasferire queste innovazioni nelle nostre imprese private e pubbliche. Bisognerebbe inoltre indirizzare le risorse verso pochi settori prioritari per il sistema industriale italiano e verso le principali aree sociali da innovare, a cominciare da mobilità e sanità».

Che ruolo può avere il “made in Italy”?

«I settori del made in Italy sono trainanti per il Pil del nostro Paese. Il nostro governo dovrebbe avere prima di tutto una visione industriale a medio termine tale da focalizzare su quei settori gli investimenti del Recovery Plan favorendo anche ulteriori investimenti privati. Altro aspetto necessario per facilitare questo processo di trasferimento è un coordinamento centrale forte da parte del governo fra centri di ricerca, università, start up da una parte e imprese pubbliche e private dall’altra. Ma soprattutto bisogna adottare metodologie strutturate per gestire con velocità e attenzione questo processo di trasferimento di innovazione e di integrazione all’interno delle imprese private o o pubbliche. Nulla può essere lasciato al caso».

Abbiamo ancora molta strada da fare…

«È vero che siamo indietro ma più degli altri l’Italia ha creatività, capitale umano, grandi imprese eccellenti e un tessuto brillante di piccole e medie imprese. Tutto ciò che serve per far funzionare, meglio il trasferimento tecnologico quale leva per un’innovazione rispettosa dei bisogni delle persone, che assicura sviluppo economico e sociale, e soprattutto veloce e sostenibile».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un campanello risuona dalle distillerie americane, riecheggia in Italia e fa scattare l’allarme p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Da grande rimossa nel dibattito pubblico a emergenza. La pensione di garanzia dei giovani torna sul...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dal 12 novembre scorso, per effetto del Dl Antifrodi 157/2021 (articolo 1), il visto di conformità...

Oggi sulla stampa