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Trasferimenti rapidi da un conto all’altro Benefici fiscali estesi ai marchi commerciali

Ci sono la riforma delle banche popolari, il patent box per i marchi commerciali, le norme che rendono più efficace la portabilità dei conti correnti, le misure a favore delle Pmi innovative, viene istituita la società per la patrimonializzazione e le imprese italiane momentaneamente in crisi ma con buone prospettive di ripresa, si autorizza la Sace a erogare credito diretto a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazioni. Però nel decreto legge licenziato ieri dal Consiglio dei ministri mancano i due terzi delle norme previste nella bozza originaria dell’investment compact: saltata la riforma del Fondo centrale di garanzia, saltato il “contratto” con i grandi investitori, che avrebbe dovuto garantirli sulla certezza delle regole del gioco per tutto il tempo di durata del progetto finanziato. Via le agevolazioni fiscali per i social bond e per le sponsorizzazioni culturali, la possibilità per le Reti di impresa di emettere obbligazioni e la possibilità di costituire «startup scaturenti dai risultati della propria ricerca scientifica » per la Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

«Abbiamo ritenuto che fosse meglio focalizzarci su una serie limitata di articoli. — spiega il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi — altre idee verranno riprese da provvedimenti che verranno presentati a breve». Anche perché, aggiunge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, «il presidente del Consiglio ha chiesto un testo molto asciutto, solo norme essenziali», ritenendo che più che mai, in una situazione di supplenza per la presidenza della Repubblica, siano da rispettare le prerogative di necessità e urgenza legate ai decreti legge.
E tuttavia se alcune norme vengono rinviate a momenti migliori, alcune vengono invece anticipate: le facilitazioni sulla portabilità dei conti correnti facevano inizialmente parte della cosiddetta “lenzuolata” sulle liberalizzazioni annunciata da diversi mesi, ma che ormai non si sperava di vedere prima di metà anno. Invece si anticipano nell’investment compact le disposizioni che addossano le spese di chiusura dei conti correnti alle banche e stabiliscono sanzioni se non si rispettano i tempi dettati dalla Ue sulla portabilità, mentre il premier Matteo Renzi annuncia che «da qui al 21 febbraio ci sarà modo di portare la legge sulla concorrenza firmata da Federica Guidi»: la data non è casuale, significa che la scadenza è il primo anno di governo.
Il fulcro della nuova versione del dl sono le norme a sostegno dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. A cominciare dal potenziamento della Sace che potrà, spiega il ministro Guidi, «non solo assicurare il credito all’esportazione, ma anche erogarlo come una banca. Questo consentirà, nelle nostre stime, di avere almeno 12 miliardi in più che verranno erogati, probabilmente a tassi più vantaggiosi, per il sostegno del credito e dell’export ». In questa direzione va anche l’estensione anche ai marchi commerciali delle agevolazioni finora limitate ai brevetti: l’obiettivo è fare rientrare le tante aziende simbolo del Made in Italy, espatriate anche per ragioni fiscali. Il quadro si completa con l’applicazione alle Pmi innovative delle norme a vantaggio delle start-up, compresa la possibilità di attivare il crowdfunding, e soprattutto con l’istituzione della «Società di servizio per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese italiane», che «non farà salvataggi di imprese decotte», precisa Federica Guidi, ma interverrà a favore di quelle in crisi momentanea, che hanno bisogno di un sostegno limitato per il rilancio. Il primo prevedibile intervento sarà a favore dell’Ilva: è questa probabilmente la motivazione principale che giustifica l’urgenza della norma.
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