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Transfer pricing depenalizzato

Transfer pricing verso la depenalizzazione. Il nuovo reato di dichiarazione infedele, come sarà rivisitato a seguito della pubblicazione in G.U. del decreto sulla revisione del sistema sanzionatorio, sembra infatti non configurabile nei casi di contestazioni che hanno a oggetto le politiche dei prezzi di trasferimento applicate dai gruppi multinazionali nelle operazioni intercompany. Questo quanto emerge dalla lettura di quello che sarà il testo dell’art. 4 del dlgs 74/2000.

Il reato di dichiarazione infedele, principali novità

Il testo della norma, come riscritto, prevede che il reato si configura quando il contribuente, al fine di evadere le imposte, indichi nelle dichiarazioni elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo o elementi passivi inesistenti a condizione che siano congiuntamente superate due specifiche soglie di punibilità. Le novità riguardano non solo il noto innalzamento delle soglie di rilevanza penale del reato di dichiarazione infedele ma gli stessi elementi che ne costituiscono la fattispecie. Attualmente il reato si configura nei casi di indicazione di elementi attivi inferiori a quelli effettivi o di elementi passivi fittizi. Per quanto riguarda questi ultimi sia l’Agenzia delle entrate (Circ. 154/E del 2000), sia la Guardia di Finanza (Circ. 114000 del 2000) avevano chiarito che ai fini della fattispecie in commento gli elementi passivi fittizi rilevanti erano quelli dichiarati in misura superiore a quella effettivamente sostenuta o comunque quelli non ammessi in detrazione. Tale posizione risulta ora superata dal nuovo testo della norma dove sarà specificato che ai fini del penale rileveranno i soli elementi passivi inesistenti, cioè a dire quelli che non trovano alcun riscontro nella realtà. Nell’art. 4 del dlgs 74/2000 sarà inoltre introdotto il comma 1-bis nel quale è previsto, tra l’altro, che non rilevano ai fini dell’integrazione del reato di dichiarazione infedele le rettifiche operate dalle autorità fiscali dovute a non corrette valutazioni (secondo i parametri tributari) di elementi attivi e passivi, purché oggettivamente esistenti e i cui criteri di valutazione siano comunque indicati dal contribuente in bilancio o in altra documentazione rilevante ai fini fiscali.

Transfer pricing

I componenti di reddito derivanti da operazioni infragruppo internazionali devono essere valutati, ai fini fiscali, in base al loro valore normale (art. 110, comma 7 Tuir). Per valore normale si deve intendere il prezzo mediamente praticato per operazioni similari, nel libero mercato, tra soggetti indipendenti (art. 9 Tuir). In caso di rettifiche di Transfer pricing è contestato lo scostamento tra il valore normale ed il prezzo effettivamente praticato nelle operazioni infragruppo e non l’esistenza dell’operazione stessa. Al contribuente che adotti un comportamento collaborativo, avendo predisposto documentazione idonea a consentire il riscontro della politica dei prezzi di trasferimento (cfr. art. 26 dl 78/2010, Prov. direttore Agenzia entrate 29/09/2010, art. 1 dlgs 471/1997), è riconosciuta la disapplicazione delle sanzioni amministrative.

Conclusioni

A una prima lettura della norma che disciplina il reato di dichiarazione infedele parrebbe pertanto che tale fattispecie penale non ricorra, quanto meno, in caso di contestazioni in materia di transfer pricing aventi a oggetto rettifiche di costi ovvero nelle ipotesi in cui la documentazione delle operazioni intercompany predisposta dal contribuente sia idonea a rappresentare i criteri di pricing adottato. Nel primo caso, infatti, la fattispecie penale non sarebbe integrata in relazione all’indicazione di componenti negativi inesistenti, nel secondo caso il delitto non sarebbe configurabile in quanto non rilevano le rettifiche derivanti da una non corretta valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti i cui criteri sono stati indicati in documentazione rilevante ai fini fiscali, quale appunto la documentazione predisposta in conformità al citato Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

 

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