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Transfer pricing con il bollino

Prezzi di trasferimento infragruppo validati dall’amministrazione finanziaria con specifico interpello. Questa la novità, introdotta dalle disposizioni contenute nell’art. 8, dl 269/2003, trattata, tra le altre inerenti agli strumenti deflattivi del contenzioso tributario, dalla Fondazione Accademia Romana di Ragioneria, diretta da Paolo Moretti, nella nota operativa n. 7/2014.

Come indicato in premessa della nota, al fine di consentire ai contribuenti di conoscere preventivamente la corretta applicazione di una disposizione tributaria, il legislatore ha introdotto una pluralità di forme di interpello; ordinario, antielusivo, internazionale (ruling di standard internazionale) e l’attività di consulenza giuridica.

La nota ricorda che l’istituto in commento (interpello) è finalizzato a conoscere preventivamente l’idea (parere) dell’amministrazione finanziaria, con riferimento a qualsiasi tipo di norma tributaria, ma per fattispecie esistenti e ben indicate in sede di redazione della stessa istanza.

In via generale, l’interpello può essere inquadrato come interpretativo, quando lo stesso è finalizzato all’ottenimento di un assenso sulla soluzione prospettata dal contribuente, mentre si deve intendere disapplicativo e/o autorizzativo quando l’obiettivo è quello di ottenere la convalida alla disapplicazione di talune disposizioni (quelli più noti riguardano, per esempio, la disciplina delle società non operative).

Nelle tabelle allegate alla nota in commento viene evidenziato che la risposta, a cura dell’amministrazione finanziaria e per entrambe le tipologie, deve essere resa entro 120 giorni dalla presentazione dell’istanza a cura del contribuente, riguarda esclusivamente il caso concreto prospettato e la stessa non vincola il contribuente ma solo gli uffici periferici della stessa amministrazione finanziaria.

Naturalmente, la fattispecie indicata deve coincidere con quella realizzata e, in presenza di una questione sollecitata da più contribuenti, l’amministrazione finanziaria può fornire la propria interpretazione con un documento di prassi (risoluzione e/o circolare) destinato alla generalità dei contribuenti stessi.

Un’ulteriore modalità prevista è quella con la quale il contribuente chiede un’interpretazione all’amministrazione finanziaria, prospettando una propria soluzione, sullo sviluppo di determinate operazioni potenzialmente di natura elusiva.

Inoltre, l’istanza può essere presentata anche con l’obiettivo di chiedere la disapplicazione di talune norme antielusive che, in via generale, possono trovare applicazione al caso o fattispecie sviluppata dal contribuente, con conseguente limitazione di deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta.

Con l’interpello internazionale (o ruling di standard internazionale) le imprese, residenti o meno, che esercitano la propria attività in un ambito internazionale, possono trovare una vera e propria intesa (atto bilaterale) con l’amministrazione finanziaria, su temi come la disciplina dei prezzi di trasferimento, i dividendi, gli interessi e le royalties internazionali o la stabile organizzazione; la procedura viene attivata su istanza del contribuente, prosegue con una fase di contraddittorio e si conclude, potenzialmente, con un accordo tra l’ufficio, territorialmente competente, e il contribuente stesso.

Conclude la carrellata, la consulenza giuridica che è, di fatto, un’ulteriore attività conoscitiva che l’amministrazione finanziaria svolge a favore dei contribuenti, finalizzata all’individuazione del corretto trattamento fiscale di fattispecie aventi complicazioni d’interesse generale.

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