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Transazione fiscale e garanzie da rivedere

Disciplina della transazione fiscale da rivedere e modifica al sistema delle garanzie mobiliari. Sono questi due degli elementi più urgenti di possibile riforma alla regolamentazione della crisi d’impresa emersi ad Alba al tradizionale convegno sul diritto dell’economia organizzato dall’Associazione albese studi di diritto commerciale.
Sul primo punto si è soffermato il neopresidente della Corte d’appello di Roma, Luciano Panzani, per il quale «la transazione fiscale è istituto che sostanzialmente ha rappresentato un insuccesso. Il numero di casi andati a buon fine, secondo i dati del ministero dell’Economia, è minimo, meno di 100 l’anno. Nel contempo, il fisco pretende un regime di favore in sede concorsuale che rende più difficile finanziare la ristrutturazione, senza tener conto che comunque le percentuali di recupero dei crediti tributari da imprese in crisi o decotte sono modestissime, nell’ordine del 5%, sì che rinunciare a tali crediti o accettare le proposte del debitore sarebbe solo espressione di buon senso».
In discussione, ha sottolineato Panzani, a fronte del numero assai elevato, c’è la stessa ragione d’essere del concordato liquidatorio, che andrebbe eventualmente preservato solo in caso di continuità dell’attività d’impresa.
Laura Zaccaria, direttore centrale della direzione Norme e tributi di Abi, ha invece messo l’accento sulla necessità di arrivare a un riposizionamento del mercato del credito. Anche a favore delle imprese in crisi per le operazioni di ristrutturazione, oggi troppo sbilanciate sul versante delle garanzie immobiliari, che sono più costose, prevedono tempi di istruttoria più lunghi e, soprattutto per effetto della crisi economica, sono più difficili da escutere. Sarebbe così utile modificare la disciplina delle garanzie mobiliari non possessorie, attraverso l’introduzione di alcune deroghe al principio della determinabilità dell’oggetto del privilegio.
Per il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, «si sente il bisogno di una rivisitazione organica della legge fallimentare che aiuti il tessuto economico nazionale a preservare le realtà imprenditoriali. A tal fine, si potrebbero valorizzare istituti già esistenti, come la transazione fiscale, e introdurre ulteriori modifiche volte, ad esempio, a facilitare la conversione dei debiti in equity, a favorire gli investimenti, anche di soggetti esteri, in imprese in crisi, e a velocizzare ed abbattere i costi delle procedure concorsuali e pre-concorsuali».
Mentre Lorenzo Stanghellini, dell’Università di Firenze, ha messo l’accento sul ruolo degli advisor e sull’aumento dei costi per le consulenze.

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