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Tracciabilità senza via di fuga

Finanziamenti e versamenti dei soci tracciabili anche attraverso le movimentazioni bancarie ma con dati replicati nella comunicazione, anche semplificata, da inviare all’Agenzia delle entrate. Senza dimenticare che, con riferimento alla normativa di specie, i pagamenti delle imposte in corso di definizione, devono tenere conto degli aspetti di natura sostanziale spesso dimenticati a scapito di un adempimento ancora tutto da definire.

Sono queste alcune delle osservazioni che possono essere formulate dopo la presentazione dei provvedimenti di semplificazione fiscale avvenuta il 3 luglio da parte dell’Agenzia delle entrate alla luce di altre novità quali, in primo luogo, l’avvio concreto dell’anagrafe delle movimentazioni finanziarie (si veda ItaliaOggi di ieri).

La comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni.

Nella scheda diffusa dall’amministrazione finanziaria si legge come, analogamente a quanto previsto in relazione al valore dei beni utilizzati dai soci, «la comunicazione dei finanziamenti a favore delle imprese individuali o collettive, dovrà essere effettuata da parte delle imprese stesse, solo se di ammontare superiore a 3 mila euro annui.

Analoga comunicazione dovrà essere effettuata per le capitalizzazioni». In attesa dell’emanazione del provvedimento, è necessario tentare di decodificare le indicazioni contenute nella scheda tenendo presente l’ottica generale che, come precisato, è quella della semplificazione degli adempimenti.

Il primo riferimento è quello delle imprese individuali e collettive, il che starebbe a significare che, in linea di principio, vanno comunicati al fisco i denari che affluiscono in una impresa individuale o in una società, erogati da parte dei soci e, presumibilmente (soprattutto con riferimento all’impresa individuale), immessi da parte dello stesso imprenditore o da familiari.

Una volta definito l’ambito soggettivo, una analisi deve essere effettuata sugli importi. Nella scheda si parla di importi superiori a 3 mila euro annui anche con riferimento alle capitalizzazioni (e quindi, sembra di capire, anche in relazione ai versamenti che finiscono a patrimonio). Intanto il riferimento all’anno sembrerebbe finalizzato ad escludere che, in sede di prima comunicazione, debbano essere evidenziati gli importi già affluiti sino a quel momento. In altri termini, potrebbe essere questo lo spunto per superare la posizione espressa dall’amministrazione finanziaria in relazione alla necessità di comunicare tutti gli importi erogati a favore della società, indipendentemente dal momento in cui gli importi stessi fossero stati versati, purché le somme fossero ancora nella disponibilità della società. Sotto questo aspetto, dunque, il riferimento al limite numerico ed all’anno potrebbe fare intendere che la nuova comunicazione non tiene conto delle vicende passate ma si preoccupa dell’anno di riferimento (che potrebbe essere a questo punto il 2012) ovvero dei successivi afflussi ma non, appunto, dello storico.

Un altro tema è quello della possibilità da parte dell’amministrazione finanziaria di venire a conoscenza dei medesimi dati attraverso altri canali informativi. In questo senso, si deve tenere presente che da qualche giorno è del tutto operativa l’anagrafe dei conti con il conseguente afflusso di tutti i dati di natura finanziaria. Analizzando le codifiche contenute nel provvedimento del 6 dicembre 2011, relativo alla trasmissione dei dati da parte degli intermediari e dei relativi codici (ripresi anche dal provvedimento del 25 marzo 2013) è evidenziato come le operazioni relative ai finanziamenti comprendono anche i finanziamenti soci.

In questo contesto, inoltre, si deve tenere conto del fatto che, il provvedimento del 25 marzo scorso, costituisce un tassello aggiuntivo in quanto consente di completare il quadro identificativo del soggetto che ha effettuato un finanziamento. Per conseguenza, tale dato potrebbe essere già a disposizione dell’Agenzia delle entrate senza che lo stesso transiti in una comunicazione.

Gli aspetti sostanziali. Poiché l’attenzione sulle vicende legate alla norma dei beni ai soci si è concentrata sulla comunicazione, rischia di passare in secondo piano l’aspetto sostanziale che è quello, ovviamente, della tassazione.

A tale proposito deve essere ricordato come nel modello Unico persone fisiche di quest’anno è presente un’apposita riga (RL10) nel quale far confluire il reddito derivante dall’utilizzo personale dei beni della società. Poiché la determinazione del saldo di imposta 2012 avviene in questi giorni, è evidente come, in relazione alla situazione del periodo di imposta 2012 si dovrà fare riferimento per determinare l’eventuale importo da sottoporre a tassazione Irpef e valutare, nel contempo, la situazione per il 2013 in relazione all’obbligo di versamento degli acconti di imposta. Nella sostanza, è questo il primo test reale di applicazione della norma in attesa della nuova comunicazione semplificata.

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