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Tra le coperture dei risparmi Irpef spunta anche una sforbiciata alla Difesa

E’ caccia disperata alle risorse per finanziare il piano di Matteo Renzi di riduzione dell’Irpef per 10 miliardi. La direzione del governo è «a favore delle famiglie » e il riferimento è ancora a «quei 100 euro in più al mese che possono essere rimessi in circolo » e dare una spinta all’economia. La scommessa si gioca tutta nelle ultime ore: ieri il premier e il sottosegretario a Palazzo Chigi Delrio hanno fatto il punto della situazione. Oggi la riunione del preconsiglio, stasera si attende un nuove vertice con il ministro dell’Economia Padoan in rientro da Bruxelles. Domani il mercoledì decisivo: una primo test per il nuovo esecutivo.

L’intervento di Padoan a Bruxelles ha confermato l’impegno del Tesoro sulle risorse: l’accento cade tuttavia sulla necessità di rassicurare Bruxelles su una riduzione del cune finanziata con una «copertura permanente » fornita dai tagli alla spesa pubblica. L’effetto della spending review tuttavia non può essere immediato, nella migliore delle ipotesi non può superare i 5 miliardi (3 già in essere più 2 ulteriori) per quest’anno dunque. Dunque serve dell’altro. Non è escluso che restino in campo lemisure cui si è fatto cenno nei giorni scorsi: a partire dal rientro dei capitali (che potrebbe portare risorse una tantum in attesa di maggiori effetti della spending review). Sul tavolo ci sono anche i 3 miliardi di risparmio sulla spesa per interessi che, con una semplice «finestra» sul Def (Documento economia e finanza) del prossimo 10 aprile potranno essere resi, almeno in parte, spendibili. Si conta anche in queste ore di intervenire sulle poste di bilancio e su spostamenti da un capitolo all’altro di spesa. L’opzione rendite finanziarie è sempre aperta, sebbene con molte riserve.
C’è poi la sorpresa del taglio alle spese militari. Nel mirino della contraerea del governo sono finiti gli aerei da guerra F-35, costosissimi e contestatissimi. Lo Stato italiano prevede ora di spendere 14,3 miliardi in 15 anni ed ha già ridotto il proprio programma da 131 a 90 aerei. Un ulteriore cesoiata, oltre ad avere un impatto economico, avrebbe un valore politico, e geostrategico, dando visibilità ad un tema caro al Pd ma che è diventato un vessillo del M5S.
L’impresa-Irpef è difficile, ma non impossibile. Anche perché i 10 miliardi annunciati da Renzi,si riducono per quest’anno verso i 7-8 dato che il primo bimestre dell’anno è già alle spalle. L’operazione «100 euro» conterebbe anche sulle misure già introdotte da Letta che dovrebbero scattare ad aprile: il bonus medio, anche questo i 25 mila euro lordo, è di 16,3 euro netti al mese che sommati agli 83 dell’attuale operazione danno quasi 100. L’effetto sul Pil dell’operazione viene calcolato dai tecnici nello 0,8 per cento che si sommerebbe allo sbiadito 0,6 per cento computato da Bruxelles per quest’anno e confermato da Padoan.
L’intervento sulle imprese sarebbe invece di diversa natura: non un taglio delle tasse ma sburocratizzazione e meccanismi permanenti, con la Cassa depositi e prestiti, per il rimborso che le aziende vantano crediti dalla pubblica amministrazione, dalle Asl ai Comuni.
Per il resto il menù del mega consiglio dei ministri prevede il piano di ristrutturazione delle scuole, affidato a Renzo Piano, che prevede la spesa di 2 miliardi di fondi europei. Mentre per il jobs act si prevedono disegni di legge, aperti al dibattito parlamentare: il nuovo ammortizzatore sociale «universale» e la riforma della cassa integrazione.
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