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Tra aziende pagamenti al ralenti

Italia maglia nera in Europa per il pagamento dei debiti tra imprese. Nello Stivale non risulta pagato alla scadenza il 50,2% del valore totale delle fatture emesse per vendite a credito tra aziende. Si tratta del dato più alto fra i Paesi dell’Europa occidentale, ben al disopra della media europea (40,2%). Una pesante lacuna che porta a una crescita del ritardo dei pagamenti di oltre 13 punti percentuali negli ultimi due anni. Lo mette in luce la nuova edizione del Barometro Atradius che registra i comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale. La performance negativa, secondo gli analisti Atradius «potrebbe rallentare la ripresa economica nella regione, ancora debole in particolare nella zona Euro, e mantenere i tassi di insolvenza al di sopra dei livelli del 2007».

In tutta l’Europa occidentale, invece, si diceva che il 40% circa del valore delle fatture emesse nei confronti di aziende clienti non è stato pagato a scadenza. Questo volume ammonta ai due quinti del valore totale delle fatture emesse in Europa per vendite tra imprese. Non solo. Mediamente, il 7% di questo valore è ancora in sospeso a 90 giorni dalla scadenza. Cosa che amplifica la probabilità di dover passare a procedure di recupero credito. L’1,2% del valore complessivo delle fatture emesse, invece, è considerato inesigibile. Quindi non si trasformerà mai in incasso. A dimostrare maggiore affidabilità nella gestione crediti sono le aziende danesi e svedesi. A risultare meno affidabili, si diceva, l’Italia e la Grecia. I due paesi mediterranei accusano i livelli più elevati di mancati pagamenti e insolvenze. Nell’ambito del Barometro Atradius sono state intervistate circa 3.000 aziende in 13 Paesi dell’Europa occidentale. In molti stati i problemi di liquidità restano il motivo principale dei ritardi di pagamento. E ancora una volta sono gli intervistati in Grecia (84% rispetto ai clienti domestici e 57,1% a quelli stranieri) e Italia (73,0% rispetto ai clienti domestici e 48,3% a quelli stranieri) a riportare con più frequenza di altri Paesi casi di pagamento in ritardo delle fatture. Non solo: quasi la stessa percentuale d’intervistati in Europa occidentale, che ha indicato nei problemi di liquidità dei clienti la causa dei ritardi di pagamento, ha espresso il parere che le fatture in sospeso vengano utilizzate dai clienti come fonte di finanziamento alternativa. Questo dato è stato indicato più frequentemente in Austria.

Indipendentemente dai motivi alla base dei ritardi, i costi amministrativi e finanziari legati alla gestione dei crediti scaduti, fanno sapere gli analisti Atradius, «possono essere di notevole entità per i fornitori, e risultare un elemento di erosione della redditività aziendale». Questo potrebbe giustificare la preoccupazione espressa dalla maggior parte degli intervistati in Europa occidentale (24%), che ritiene che il contenimento dei costi sarà la loro più grande sfida su fronte redditività d’impresa nel 2015. Più preoccupate in tal senso risultano essere le aziende in Svizzera, Paesi Bassi, Francia e Italia. Gli intervistati in Gran Bretagna e Irlanda, invece, ritengono che il mantenimento di un adeguato flusso di cassa sarà loro sfida principale quest’anno.

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